Reggio Emilia. All’Arena la zona bianca è efficace. Ferrari: «Bilancio molto positivo»
Gabriele Farina
Al concerto di Ligabue rubata una borsa, smarriti 3 documenti e trovati 3 cellulari. Il questore: «Sforzo organizzativo notevole»
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Reggio Emilia Una borsa rubata, tre cellulari ritrovati, altrettanti documenti smarriti e fogli di via comminati. È il resoconto di una notte indimenticabile da parte chi ha dovuto garantire il rispetto delle regole alla festa per i trent’anni di carriera di Luciano Ligabue.
«Il bilancio è molto positivo – esordisce il questore di Reggio Emilia, Giuseppe Ferrari – Abbiamo superato la sfida di organizzare i servizi di ordine pubblico per centomila persone in un impianto appena inaugurato. Alla fine, tutto è andato bene».
Gli incontri con l’organizzazione sono iniziati una quarantina di giorni fa e proseguiranno in vista dei prossimi eventi, a partire da “Una. Nessuna. Centomila” sabato prossimo, sempre alla Rcf Arena. Oggi pomeriggio è previsto un nuovo tavolo tecnico in Questura.
«I nostri funzionari non ci hanno segnalato particolari criticità – prosegue il questore –. Non siamo mai stati sotto pressione. Andremo comunque in profondità e raccoglieremo eventuali segnalazioni che meritano un approfondimento».
La mobilità ha presentato numerose sfide. La Questura non gestisce i parcheggi, ma Ferrari non intende sottovalutare il tema. «Il problema dei parcheggi potrebbe avere ricadute sull’ordine pubblico – aggiunge il questore –. Al tavolo tecnico la Polizia locale ha predisposto il piano per i parcheggi con la società che li gestisce. Non dobbiamo intervenire noi, ma sappiamo che migliorare la situazione dei parcheggi migliora anche le condizioni di sicurezza».
Il questore approfondisce l’analisi: «Non abbiamo avuto richieste di interventi per danneggiamenti o furti nei parcheggi. Questi ultimi hanno creato problemi di afflusso, ma sono stati vigilati».
La vigilanza è tanto più efficace quanto più non in evidenza. Oltre duecento rappresentanti delle forze dell’ordine (di tutti i corpi dello Stato) hanno operato al Campovolo. Il coordinamento è stato posto nel Centro operativo di sicurezza alle spalle del palco con undici postazioni e un sistema di telecamere in grado di interfacciarsi con la rete pubblica di sorveglianza.
Le forze dell’ordine si sono coordinate con i volontari della Protezione civile e hanno offerto un servizio ad ampio spettro, per quanto non in evidenza. L’elicottero di sorveglianza è giunto da Bologna, gruppi antiterrorismo hanno operato con cani e plinti per evitare possibili pericolose intrusioni.
L’ordinanza anti-alcol voluta dal sindaco reggiano Luca Vecchi è stata apprezzata dal questore. Le lattine e ancor più le bottiglie di vetro possono causar e situazioni di pericolo, da evitare in luoghi in cui si raduna un centinaio di migliaia di persone.
«Abbiamo fatto uno sforzo organizzativo notevole – sintetizza il questore, ringraziando tutto il personale coinvolto – anche sotto il profilo della logistica. Abbiamo verificato che non vi fossero cattivi funzionamenti e ci siamo impegnati a 360 gradi. Abbiamo gestito i pasti e le sistemazioni alberghiere. L’impegno è ricaduto su tutta la Questura».
Il sindaco Vecchi ha puntato l’attenzione sull’unicità del Centro operativo di sicurezza e lo stesso questore promuove la novità inaugurata al Campovolo.
«Rappresenta un unicum – aggiunge Ferrari – grazie a una sala all’avanguardia in cui opera anche la polizia scientifica e si svolge anche la sorveglianza sui partecipanti molto puntuale. È un’esperienza che andrà ripetuta in altri eventi. Già l’evento di sabato prossimo sarà un ulteriore banco di prova».
Un banco di prova in cui non sempre gli operatori che garantiscono la sicurezza pubblica saranno in evidenza. Gli agenti in borghese (nella Polizia di Stato e in altri reparti) hanno operato al Campovolo, comminando tre fogli di via per vendita di generi alimentari senza la relativa licenza.
I margini di miglioramento restano e il questore ne è consapevole. «Verificheremo quello che può essere migliorato», il pensiero di Ferrari al riguardo. Lo spiegamento di forze può passare inosservato allo spettatore interessato al concerto e basta. Tuttavia, gli effetti si notano anche da piccoli gesti.
Come gli agenti che accompagnano una signora in stampelle al termine del concerto oppure la denuncia di smarrimento di un documento fatta celermente per permettere a una persona a cui è richiesto il documento di riprendere già da oggi a lavorare nonostante la scomparsa della carta d’identità. Le forze dell’ordine hanno allestito una “zona bianca” in cui tutti i partecipanti delle cinque zone del concerto si sono riversati per far festa senza particolari problemi di sicurezza. «È stata una serata molto delicata – commenta Ferrari – e le soluzioni studiate si sono rivelate adatte, idonee, adeguate».
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