«Basta collaborare con il Tunnel» Ma a Reggio Emilia erano già stati tolti i finanziamenti
Alice Benatti
Approvate ieri in Consiglio comunale due mozioni di Lega e Pd sul concerto dei P38
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Reggio Emilia Il Comune “ammonisce” il circolo Arci Tunnel dopo i fatti del 1° maggio che hanno fatto discutere l’Italia: l’esibizione del gruppo “P38 La gang” che dal palco, nell’ambito del Nuove Br Tour, ha inneggiato alle Br mettendo in rima trap, tre le altre, l’uccisione di Moro. Ma anche con Salvini non hanno scherzato: “C... in testa alla Lega e poi sparo a Matteo”, uno dei versi. Ieri il consiglio comunale ha approvato due mozioni, una Lega e una Pd, per sospendere ogni forma di collaborazione con il circolo.
Quella a firma Lega ha anche chiesto al Comune di valutare di costituirsi parte civile nell’eventuale processo che sarà avviato a seguito delle diverse denunce presentate contro la band e di interrompere qualsiasi tipo di supporto economico al Tunnel. Il capogruppo della Lega Matteo Melato, dopo aver condannato il circolo (acusandolo di non essersi dissociato con sufficiente forza dagli accadimenti), ha sottolineato come «spendere soldi pubblici per contribuire ad eventi di questo tipo sia un insulto ai cittadini reggiani che pagano le tasse». Nei fatti non risulta però che il Comune elargisca alcun finanziamento economico al Tunnel né che collabori alla sua attività. Nonostante la lunga discussione in Sala Tricolore, entrambe le mozioni sarebbero dunque solo “preventive”.
A votare contro la mozione della Lega (con la “sorpresa” di Melato) la consigliera Pd Marwa Mahmoud, prima firmataria di una mozione di contenuto pressoché identico (nella domanda di sospensione di una collaborazione) con però una distinzione: la richiesta di organizzare un evento, insieme all’Arci provinciale, di un evento formativo di carattere storico e culturale in collaborazione con le scuole, alla presenza di autorità ed esponenti in grado di testimoniare la stagione degli anni di piombo e dei suoi protagonisti. Evento che ha sollevato le perplessità della Lega («come e da chi verrà gestito?», ha chiesto Melato), che per questosulla mozione dem si è astenuta. Dopo il voto del consiglio, il presidente del Tunnel Marco Vicini ha commentato su Facebook con un lungo post: «Che a Reggio Lega e Pd fossero alleati era piuttosto chiaro a chiunque da tempo, le ultime amministrative hanno tolto ogni dubbio anche agli idealisti più ostinati».
Quella a firma Lega ha anche chiesto al Comune di valutare di costituirsi parte civile nell’eventuale processo che sarà avviato a seguito delle diverse denunce presentate contro la band e di interrompere qualsiasi tipo di supporto economico al Tunnel. Il capogruppo della Lega Matteo Melato, dopo aver condannato il circolo (acusandolo di non essersi dissociato con sufficiente forza dagli accadimenti), ha sottolineato come «spendere soldi pubblici per contribuire ad eventi di questo tipo sia un insulto ai cittadini reggiani che pagano le tasse». Nei fatti non risulta però che il Comune elargisca alcun finanziamento economico al Tunnel né che collabori alla sua attività. Nonostante la lunga discussione in Sala Tricolore, entrambe le mozioni sarebbero dunque solo “preventive”.
A votare contro la mozione della Lega (con la “sorpresa” di Melato) la consigliera Pd Marwa Mahmoud, prima firmataria di una mozione di contenuto pressoché identico (nella domanda di sospensione di una collaborazione) con però una distinzione: la richiesta di organizzare un evento, insieme all’Arci provinciale, di un evento formativo di carattere storico e culturale in collaborazione con le scuole, alla presenza di autorità ed esponenti in grado di testimoniare la stagione degli anni di piombo e dei suoi protagonisti. Evento che ha sollevato le perplessità della Lega («come e da chi verrà gestito?», ha chiesto Melato), che per questosulla mozione dem si è astenuta. Dopo il voto del consiglio, il presidente del Tunnel Marco Vicini ha commentato su Facebook con un lungo post: «Che a Reggio Lega e Pd fossero alleati era piuttosto chiaro a chiunque da tempo, le ultime amministrative hanno tolto ogni dubbio anche agli idealisti più ostinati».
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