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Tornano gli esami in presenza. A settembre l’incognita ucraini a Reggio Emilia

Alice Benatti
Tornano gli esami in presenza. A settembre l’incognita ucraini a Reggio Emilia

Il provveditore: «Nessun problema se i numeri attuali saranno confermati»

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Reggio Emilia Dopo oltre due anni di didattica a distanza, ritorni in presenza a singhiozzo e distanziamento, gli esami di Stato tornano (finalmente) nelle aule. Assenti giustificati i nuovi studenti ucraini, come previsto da una recente ordinanza ministeriale che li sottrae dai test assicurando loro la promozione. Quelli iscritti nelle scuole reggiane sarebbero soltanto un terzo dei minori presenti sul territorio, lasciando una grande incognita sui numeri che si registreranno a settembre con l’avvio del nuovo anno scolastico. Paolo Bernardi, provvedditore dell'ufficio scolastico territoriale di Reggio Emilia, ha tracciato il quadro aggiornato della situazione.

Dunque insufficienze ammesse ed esonero dagli esami per gli studenti ucraini?
«L’ordinanza dà la possibilità di non farli. È stato preso in considerazione il fatto che potrebbero non esserci sufficienti elementi per la valutazione. Non ci dimentichiamo che sono arrivati a Pasqua e non capivano una parola d’italiano. Questo vale per le classi non terminali del primo e secondo ciclo. La partecipazione agli esami è sostituita da una valutazione finale da parte del consiglio di classe che rilascia un attestato di credito formativo da utilizzare anche in caso di rientro nella scuola di appartenenza».

Saranno messe a disposizione aule per consentire ai ragazzi ucraini di dare gli esami in Dad predisposti dalle scuole d’origine a cui restano iscritti?
«Questo dipende dalle singole scuole, riguarda l’autonomia dei singoli dirigenti scolastici. Credo comunque non ci saranno particolari problemi perché le lezioni sono finite e le scuole sono aperte quindi aule, laboratori e computer non mancano. Siamo abbastanza convinti che il Piano scuola estate prevederà anche attività specifiche per i ragazzi ucraini».

Quanti sono quelli iscritti nelle scuole reggiane?
«Secondo gli ultimi dati del mese di maggio siamo attorno ai 350. Devo dire che questa cifra è notevolmente inferiore a quella che potrebbe essere dato che supponiamo che dei 2500-2600 ucraini presenti sul territorio reggiano la metà siano minori. Dovrebbero essercene iscritti dunque almeno un migliaio. Non è detto però che, nel passaggio dell’estate, quelli che al momento non hanno espresso l’esigenza di essere inseriti nelle nostre scuole non lo facciano, se nel loro Paese la situazione non migliora. La circolare uscita in collegamento alla nota ministeriale sulla valutazione prevede alcune misure organizzative per l’avvio del prossimo anno scolastico e ci affida il compito di aiutare le scuole ad indirizzare le famiglie verso l’orientamento all’iscrizione alle scuole superiori».

Come farete?
«Abbiamo chiesto alle scuole di segnalarci quanti dei ragazzi che attualmente sono in terza media sarebbero intenzionati ad andare in prima superiore. Se per quelli iscritti alle medie parliamo di 65-80 studenti, ci risultano una ventina quelli in terza media. La scuola che ne ha di più ne ha 4. I numeri ci aiuteranno ad indirizzarli in una direzione piuttosto che in un’altra anche in base alle disponibilità perché chiaramente noi le classi e gli organici per il prossimo anno delle superiori li abbiamo già chiusi quindi dovremo inserirli dove c’è posto».

E se quel “sommerso” di minori si dovesse iscrivere? Insomma, quella si pensava una permanenza temporanea potrebbe trasformarsi in una stanzialità…
«Questo non possiamo saperlo. Di certo la volontà del profugo è quella di tornare il più in fretta possibile a casa sua. Resta il fatto che la scuola italiana accoglie tutti i minori in età scolare presenti sul territorio. Se i numeri restano questi io non ho una grande preoccupazione, questione diversa se si verificasse invece che tutti quelli che fino adesso non si sono fatti vedere di punto in bianco arrivassero a bussare alle scuole…».

Torniamo a parlare di esami e in particolare di maturità: c’è finalmente il ritorno alla presenza. Si comincia a respirare un po’ di normalità nelle scuole?
«Sì e speriamo si cominci a respirarla proprio bene. Per adesso siamo riusciti ad assicurare tutte le presidenze delle commissioni, lunedì abbiamo nominato gli ultimi consiglieri di commissione che mancavano, quindi ci sono i presupposti per una maturità soddisfacente. La prossima settimana ci sarà la conferenza di servizio dei presidenti per dare a tutti le istruzioni necessarie. Le modalità non saranno così diverse da quelle pre-pandemia. Ci saranno due prove scritte e l’esame orale. Quasi tutte le commissioni finiranno con la prima settimana di luglio».

Nel punteggio finale il credito scolastico peserà di più.
«Sì. Si è voluto valorizzare il percorso degli ultimi tre anni degli studenti, come è anche giusto che sia».

Quante scuole reggiane hanno aderito al Piano Estate?
«Questo è un dato che al momento non ho perché le scuole stanno presentando i progetti adesso. Abbiamo chiesto di ricevere dalla scuole soltanto i più significativi quindi, in qualche modo, i progetti di eccellenza. Le dico anche che le scuole che non elaborano piani propri di scuola estiva poi cedono l’immobile all’ente locale che - insieme ad associazioni private, cooperative e altri - gestisce i campi estivi. Sono tantissimi anni che ci sono. Non credo che sul territorio ci saranno situazioni in cui, per i ragazzi che non vanno in vacanza, non ci saranno alternative allo stare a casa tutto il giorno».

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