Reggio Parma Festival: ecco il Bestiario della terra
Un cartellone firmato da Yuval Avital
Reggio Emilia «Dopo il primo lockdown sono uscito fuori e cos’ho visto subito? La natura. Ad essa ho collegato l’essere animale e, da tutti i pensieri, è nata una speciale energia collegata al bisogno di sperimentare. Così ha preso forma un cammino diventato questo “Bestiario della terra” che indica territorio, allude a un assaggio e a un tessuto umano come memoria e come presente».
Così l’ideatore, l’artista eclettico Yuval Avital, presenta “Il Bestiario della Terra” progetto del Reggio Parma Festival che apre un percorso, da giugno a dicembre, fatto di mostre, eventi speciali, performance, installazioni tra Parma e Reggio Emilia. Avital si chiede: «Dove finisce dunque l’umanità e dove inizia la bestialità? Dove si nasconde, e soprattutto chi è, il mostro? L’artista tenta di rispondere a questi interrogativi in un processo esperienziale e multimediale poliedrico, un vero e proprio rito d’arte, composto da decine di lavori inediti tra performance, videoart, opere visive e fotografiche, sculture, partiture, messe in scena teatrali e installazioni.
Con la presentazione avvenuta ieri è stato dato inizio alle prime due iniziative del Bestiario: la mostra monografica partecipativa “Anatomie squisite” (da oggi al 24 luglio) ai Musei Civici di Reggio e l’installazione icono-sonora de “Il Canto dello Zooforo” alla Casa del Suono di Parma.
Sono state raccontate all’artista insieme a Luigi Ferrari presidente del Reggio Parma Festival, Paolo Cantù direttore artistico de I Teatri, Anna Maria Meo direttore della Fondazione Teatro Regio di Parma, Paola Donati direttore della Fondazione Teatro Due di Parma. L’anatomia, il corpo e i suoi organi nella mostra “Anatomie squisite” si spiegano a partire dalla mise en espace espositiva: un puzzle ibrido frutto, in cui opere d’arte si innescano con animali mummificati, reperti archeologici, manufatti antichi o comuni. “Anatomie squisite”, infatti, è creata in stretto dialogo tematico e suggestivo con le collezioni dei Musei Civici (includendo oggetti conservati nei magazzini e solitamente non esposti al pubblico) e in particolare con la Collezione Spallanzani, una delle fonti di ispirazione principali del “Bestiario della Terra”, con le sue creature reali o assemblate. Come in un’operazione di macro-innesto, Avital interviene, trasformandoli, anche sugli spazi dei Musei: dalle pareti e dai pavimenti dei corridoi fuoriescono vene e arterie, realizzate in dialogo con le professionalità sceniche e sartoriali della Fondazione i Teatri di Reggio Emilia. Creando meta-corpi inaspettati, connessi tra loro tramite simmetrie cromatiche, semantiche, strutturali o fantasiose, l’artista invita il pubblico a costruire la propria narrazione.
“Il Canto dello Zooforo” è un’installazione icono-sonora alla Casa del Suono di Parma. La composizione è fortemente ispirata ai bassorilievi dello Zooforo di Benedetto Antelami scolpiti sulle pareti del Battistero di Parma, le cui creature, reali e immaginarie, trasposte da Avital in una partitura grafica, sono state fatte interpretare dai bambini della scuola comunale dell’infanzia Ernesto Balducci di Reggi in un’azione mimica della voce. All’esterno si diffonde un’altra composizione originale di Avital, creata a partire dal Cantico delle Creature di San Francesco ed eseguita dal Coro di voci bianche del Teatro Regio di Parma.
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