A Reggio Emilia i Laboratori di Pace ai Chiostri di San Pietro per aiutare le mamme e i bambini dell’Ucraina
Proseguono a giugno le attività di accoglienza e integrazione una rete di associazioni scese in campo per dare serenità ai più piccoli
Reggio Emilia Si moltiplicano sempre di più in provincia le iniziative spontanee dedicate all’accoglienza dei bambini ucraini che, insieme a mamme e nonne, stanno fuggendo da un Paese in guerra per cercare rifugio, conforto e sostegno, anche solo momentaneo, nei Paesi europei, tra i quali anche l’Italia.
Molti sono arrivati anche a Reggio Emilia, ospiti di famiglie, enti, associazioni sportive, di volontariato e società di servizi alla persona: una comunità intera che è pronta a costruire una rete di assistenza indispensabile per garantire loro beni e servizi primari e accogliere le loro storie e i loro desideri.
Questi bambini e le loro mamme che sono infatti in fuga da uno scenario crudele di guerra hanno bisogno di recuperare soprattutto serenità e di vivere in un ambiente accogliente, nel quale trovare affetto e solidarietà.
Ed è proprio questo l’obiettivo dei “Laboratori di Pace”: un’iniziativa nata dall’idea di alcuni cittadini, tra cui il promotore Regi Kacaku, subito accolta da Associazione Ucraini d’Italia, Consorzio Quarantacinque, Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro di Reggio Emilia, Pause Atelier dei Sapori di Fondazione Reggio Children (laboratorio di ricerca di Fondazione Reggio Children dedicato al gusto e al benessere), Coopselios, Associazione Casina dei Bimbi, Cooperativa sociale Augeo, Cooperativa sociale Rigenera, Insight Migration, Associazione sportiva Nuova Cupola.
Il progetto, che coinvolge complessivamente circa cinquanta bambini e ragazzi, con età compresa dai tre ai sedici anni, insieme alle relative mamme e nonne, offre loro un aiuto in un clima di serenità e di gioco, per riuscire ad affrontare meglio questo tempo tragicamente sospeso.
Il gioco è centrale all’esperienza di vita, inteso come atteggiamento verso sé e verso la comunità, attraverso cui bambini e adulti costruiscono esperienze all’insegna della reciprocità.
Il programma settimanale dell’iniziativa prevede quindi attività ed esperienze attraverso le quali approfondire insieme nuove conoscenze, incontrare le idee degli altri, trovare accordi, divertirsi.
Si va dai laboratori artistici e creativi, con anche l’utilizzo di materiali di recupero, alle letture animate di storie e libri in ucraino, italiano e inglese, dai laboratori sensoriali e musicali alle lezioni di danza e di discipline sportive diverse.
E poi: dalle lezioni di italiano, per facilitare l’integrazione, fino ai corsi e atelier di cucina dedicati alla preparazione di ricette reggiane e ucraine insieme, perché è a tavola che si condividono i sapori e si stringono le amicizie.
Le attività, iniziate nel mese di maggio negli spazi dei Chiostri di San Pietro e del Laboratorio Aperto, hanno registrato fin dall’inizio del progetto un ottimo riscontro. Non solo in termini di partecipazione, ma anche in termini di gradimento.
Ed è per questo motivo che le attività stanno proseguendo anche nel mese di giugno, attraverso una nuova calendarizzazione degli appuntamenti.
Grazie” al prezioso aiuto di Ruslana Valchuk dell’Associazione Ucraini d’Italia, sono inoltre previste lezioni di italiano per i bambini, i quali avranno la possibilità di partecipare anche ai diversi grest e campi estivi organizzati a Reggio Emilia.
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