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«Dodici ore al pronto soccorso di Reggio Emilia»

Un’ottantenne si appella alla Regione Emilia Romagna: servono più medici, provvedete


15 giugno 2022 Alice Benatti


Reggio Emilia Quasi dodici ore al pronto soccorso prima di essere visitata alla testa, che aveva sbattuto a causa di una brutta caduta nei pressi della sua abitazione a Correggio. Carla Lasagni, 80enne reggiana, ora per fortuna sta bene (l’episodio risale al 10 maggio) ma la sua ci ha tenuto a dirla.

Carta e penna alla mano, ha scritto un reclamo all’azienda Ausl di Reggio Emilia per denunciare la grave carenza di medici e infermieri nelle strutture ospedaliere del territorio. «Una goccia sull’altra diventa un laghetto – commenta la signora – se nessuno dice niente la situazione non cambierà mai». Ma facciamo un passo indietro: scivolata sull’asfalto del cortile di casa, è rimasta stesa a terra per quindici minuti prima di essere trovata e soccorsa dalla sua assistente famigliare.

Allora è arrivata l’ambulanza che si è occupata delle prime medicazioni, poi la signora ha voluto rivolgersi alla sua dottoressa che però le ha spiegato di non poter procedere a metterle i punti, invitandola quindi a recarsi al pronto soccorso. «Sono arrivata alle ore 15 con un codice verde – racconta l’80enne, che ha condiviso il suo reclamo con il nostro giornale –. Verso le 22 sono stata fatta accomodare in una stanza che sembrava quella dove si va a fare il vaccino. Pensavo che a quel punto mi avrebbero visitata invece ho dovuto aspettare fin verso le 2.30. C’erano soltanto tre medici, che davvero hanno fatto quasi l’impossibile, ma tanta gente protestava e diceva loro di tutto, anche se non avevano colpe. Per calmare un signore, che dopo sei ore di attesa voleva andare a Baggiovara, è intervenuta una guardia».

Alla fine Carla Lasagni in pronto soccorso ci è rimasta fino alle 7.30 del mattino seguente, quando la sua assistente famigliare è andata a prenderla. Solo dieci giorni dopo è stata poi ricoverata in Medicina Acuti per un’infiammazione agli arti inferiori e, anche qui, ha potuto constatare che «in questo reparto c’è carenza di personale sanitario».

«Sono tutti molto bravi ma fanno quello che possono», scrive Lasagni, che invita a non risparmiare nella sanità «sulla pelle dei malati», «così ne risentono medici, infermieri e personale sanitario». E nella sezione del modulo dell’Ausl dedicata alle richieste all’azienda scrive così: «Mi auguro che il governatore dell’Emilia-Romagna, dottor Bonaccini, prenda provvedimenti per risolvere il problema della carenza di personale».

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