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Giallo di Toano, Silvia Pedrazzini: «Pochi soldi sul conto di mia madre? Ho pagato le utenze»

«Le utenze e le bollette sono state pagate da me, tramite internet banking»


16 giugno 2022


Villa Minozzo «Noi abbiamo due bancomat. Quello di mia madre è nella casa sequestrata. Non so se sia stata fatta per lei istanza per ritirare i suoi effetti personali. I conti sono due, cointestati: io con mio padre e io con mia madre. Inoltre, le utenze e le bollette sono state pagate da me, tramite internet banking».

Silvia Pedrazzini commenta così la notizia del conto cointestato con la madre su cui quest’ultima ha trovato solo 200 euro, dopo l’ingresso della sua pensione. La situazione patrimoniale dei Pedrazzini – famiglia segnata dalla morte del padre Giuseppe, per la quale figlia, moglie e genero sono indagati per omicidio e soppressione di cadavere, dato che il corpo è stato trovato nel pozzo – non è solo indicato come movente di quanto accaduto dagli inquirenti – che accusano il gruppo anche di truffa ai danni dello Stato, per aver continuato a incassare la pensione dell’anziano dopo la morte del 77enne – ma diventa ancora centrale nelle relazioni tra madre, figlia e genero, ora che Marta Ghilardini ha l’obbligo di dimora a Toano e gli altri due sono costretti a rimanere fuori regione, su disposizione del gip. Ma continuano a condividere il conto della donna. Ovviamente, quello di Pedrazzini – su cui la figlia poteva operare – è invece sotto sequestro. Martedì Ris e Rac dei carabinieri hanno eseguito accertamenti nella villetta di Cerrè Marabino, teatro pensano gli inquirenti del delitto. A caccia di elementi utili alle indagini.l

El.Pe.

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