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Reati prescritti in Appello per i disordini a Reggio Emilia contro Salvini

Ambra Prati
Reati prescritti in Appello per i disordini a Reggio Emilia contro Salvini

Gli scontri in centro il 25 aprile 2014. Ne escono puliti i 14 attivisti di Aq16

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Reggio Emilia È scattata la prescrizione, richiesta dalla stessa Procura di Appello in seguito alla derubricazione del reato, per i quattordici attivisti del centro sociale Aq16 autori dei disordini in centro storico contro Matteo Salvini il 25 aprile 2014.

Nel giorno dell’anniversario della Liberazione il segretario della Lega Nord decise di fare tappa nella nostra città con il suo “Basta Euro Tour”, all’hotel Posta in pieno centro. Un evento che non andò giù ad Aq16, che organizzò la contromanifestazione “Respingiamo la Lega”. Da quanto è emerso dagli atti, i manifestanti – non autorizzati dalla Digos ad arrivare fino a piazza del Monte – si resero protagonisti dei disordini: il primo scontro in via Monzermone, dove la tensione fece indietreggiare la polizia in assetto antisommossa, il secondo in via Guido da Castello dove le transenne volarono via. Bilancio finale: tre poliziotti feriti, uno di questi si fratturò una gamba. Finì agli atti anche il video – tuttora visibile online – che documentò i tafferugli, filmato dal giornalista della Gazzetta Evaristo Sparvieri.

Per quella vicenda finirono nel mirino della Procura sedici attivisti di Aq16 per il reato di lesioni volontarie aggravate. Un anno dopo, il 14 aprile 2015, la sentenza di primo grado in rito abbreviato, accolta dagli attivisti con un applauso: il giudice Antonella Pini Bentivoglio decise per due rinvii a giudizio (il reggiano 36enne Mattia Cavatorti dei Carc e il bolognese 40enne Giovanni Marco De Pieri leader del Tpo, in seguito condannati a 9 mesi pena sospesa) e 14 condanne, piuttosto miti perché il reato venne derubricato in lesioni colpose e vennero concesse le attenuanti generiche. Il pm Maria Rita Pantani chiese 3 anni e 4 mesi per ciascuno, l’esito fu 5 mesi e 10 giorni (pena sospesa). Accusa e difesa hanno presentato ricorso in Corte d’Appello, dove ieri si è svolta l’udienza di secondo grado. L’avvocato difensore dei quattordici attivisti, Vainer Burani, ha sostenuto l’assoluzione, sapendo però che dopo otto anni un reato così lieve si prescrive. Nel tardo pomeriggio il giudice della Prima Sezione Alberto Pederiali ha emesso la sentenza: «I reati sono estinti per intervenuta prescrizione».

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