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Reggio Emilia, Silk-Faw sui ritardi si appella «al quadro macroeconomico»

Jacopo Della Porta
Reggio Emilia, Silk-Faw sui ritardi si appella «al quadro macroeconomico»

Dalla società “filtrano” spiegazioni sui rallentamenti e assicurazioni sul fatto che il progetto è ancora in piedi

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Reggio Emilia Nessuna nota ufficiale o intervista. Ma solo informazioni che “filtrano” a fronte di una richiesta di poter discutere le tanti questioni che animano il dibattito in città.

Il rallentamento nel progetto Silk-Faw, che dovrebbe portare all’insediamento di un maxi stabilimento a Gavassa per realizzare una hyper-car ibrida, è dovuto «alla congiuntura macroeconomica».
Prima il Covid, poi la guerra in Ucraina e tutto quello che si sta verificando (aumento del costo delle materie prime e delle fonti energetiche, mercati finanziari instabili, ecc) stanno provocando il rallentamento «che è sotto gli occhi di tutti». Nessun riferimento, invece, ed eventuali tensioni di natura geopolitica, legate al fatto che il solco tra gli Stati Uniti e la Cina si allarga sempre di più.

Ciò nonostante, l’azienda sino-americana si dice al lavoro per continuare il progetto, sebbene al momento il rogito per l’acquisto dei terreni non sia stato fatto e non sia in calendario una data per adempiere a questo passaggio fondamentale.

La Silk-Faw non vuole entrare nel merito degli avvicendamenti di alcuni manager, ritenuti fisiologici nelle dinamiche aziendali. «Le ragioni andrebbero chieste a loro».

Dall’azienda giunge poi un commento sul tema dei finanziamenti. Non quello richiesto al Ministero, sul quale non viene detto nulla, ma sui 4,5 milioni di euro che garantiti dalla Regione.

Il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha ribadito in più occasioni che i fondi arriveranno soltanto se saranno rispettati determinati requisiti. «Silk-Faw e i suoi partner dimostrino di sapere andare avanti come hanno promesso e immaginato. Non ancora tutto è al suo posto e noi, per ora, non abbiamo erogato un euro di fondi pubblici», aveva detto il presidente a maggio.

Silk-Faw ricorda che il bando al quale ha avuto accesso prevede che si vada avanti con lo stabilimento e soltanto dopo che l’azienda avrà mostrato di aver raggiunto un determinato livello tecnologico potrà chiedere il rimborso. I termini per ottemperare al bando scadono entro il dicembre 2024 e dunque c’è ancora tempo per poterlo fare.

Le indiscrezioni che filtrano dall’azienda non sono, ovviamente, sufficienti a dissipare i dubbi. Sul tavolo c’è prima di tutto la questione dei terreni che la joint-venture sino-americana si è impegnata ad acquistare. L’attesa per il rogito non potrà durare all’infinito: era data per imminente ad aprile ma è slittata ancora.
Complessivamente la società dovrà sborsare 30 milioni di euro per acquistare tutta la superficie di cui ha bisogno per il suo maxi-stabilimento.

Silk-Faw al momento non è nelle condizioni di sciogliere questo nodo e pertanto non rilascia dichiarazioni ufficiali.
Nel corso del consiglio comunale di lunedì il sindaco Luca Vecchi ha detto che «la rassicurazione che abbiamo avuto in queste settimane è quella di un progetto che è in campo e si svilupperà secondo i programmi annunciati». Il primo cittadino ha anche assicurato che qualora l’amministrazione venisse a conoscenza, anche informalmente, di un cambio del progetto, informerà la città e il consiglio.  l

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