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Una Casa della cultura a Correggio. È il terzo polo bibliotecario

Sottoscritta la convenzione per il recupero funzionale dell’ex sede dell’Arma. Il progetto nasce dalla generosità dei coniugi Bertani, che hanno donato l’edificio


15 giugno 2022 M.P.


Correggio Correggio avrà presto una nuova “Casa della cultura”: dopo l’approvazione da parte del consiglio comunale è stata infatti sottoscritta la convenzione per il recupero funzionale dell’immobile che la ospiterà. Nel corso della seduta di consiglio dello scorso marzo, la sindaca Ilenia Malavasi aveva illustrato le novità relative all’area verde in viale Cottafavi, che fino al 2007 ha ospitato la locale stazione dei carabinieri, e che si prepara ad accogliere la nuova biblioteca, con spazi e servizi destinati in modo particolare ai giovani e agli studenti.

L’area è stata recentemente acquistata dai coniugi correggesi Brenno Bertani e Artenice Rinaldi, per donarla alla città, concordando con l’amministrazione il mantenimento della destinazione pubblica per un progetto mirato a potenziare gli spazi a disposizione dei giovani. Il consiglio comunale ha votato il nulla osta al permesso di costruire in deroga alle norme del Piano regolatore, affinché si possa procedere a dare il via ai lavori.

La nuova “Casa della cultura” ospiterà, dunque, l’attuale fondo contemporaneo della biblioteca comunale “Einaudi”, la narrativa e la saggistica, l’edicola, i materiali in lingua straniera e gli audiovisivi, oltre a offrire libero accesso a più di 2 milioni di documenti digitali e mettere a disposizione una sala per la didattica, un laboratorio per attività di formazione predisposto anche per la visione in streaming di film e documentari, più di 100 postazioni di studio e consultazione in sede, una “digital room” per l’apprendimento e la realizzazione di contenuti digitali e il prestito di device per la lettura di materiali digitali.

«Sono tre le parole chiave che ci hanno guidati, insieme a Brenno e Artenice, nelle definizione di questo progetto: innovazione, prossimità e comunità» commenta Malavasi. «Sappiamo che i servizi bibliotecari rappresentano un elemento centrale per quanto riguarda i bisogni informativi e formativi, ma svolgono un ruolo molto importante anche per il mantenimento di una buona coesione sociale. Questi servizi – evidenzia – stanno oggi attraversando profondissimi mutamenti che, nell’ultimo decennio, con l’esplosione dell’utilizzo e delle possibilità offerte dalle nuove tecnologie, hanno visto una forte accelerazione. L’occasione che ci è stata offerta grazie alla straordinaria generosità dei coniugi Bertani, ci permette di predisporre una rimodulazione di questi nostri servizi, portandoli in una struttura moderna, pensata e riorganizzata allo scopo.

Inoltre, l’ampia zona cortiliva, potrà ospitare in futuro spazi aperti per lo studio e la lettura. Pensiamo, dunque, a una nuova biblioteca in cui far convivere le molteplici esigenze richieste, ma anche a un nuovo spazio verde pubblico, per fruire di eventi culturali e aggregativi». «Insieme a Palazzo dei Principi, che manterrà gli archivi storici e la biblioteca antica, e la Casa nel Parco, sede della biblioteca ragazzi, questo diventerà dunque il terzo polo bibliotecario della nostra città, un risultato davvero notevole per la nostra realtà – sottolinea –. Non posso che ringraziare Brenno e Artenice per la loro grande sensibilità nei confronti della città e della nostra comunità, e per rivolto il loro sguardo ai giovani e al futuro. Ringrazio anche l’architetto Mauro Severi, che ci sta affiancando nella predisposizione del progetto, e l’avvocato Giulio Morandi che, credendo fin dall’inizio nell’importanza di questa idea, si è messo subito e gratuitamente a disposizione per portare a termine con successo tutti i passaggi legali e amministrativi legati alla donazione».

L’edificio interessato ha ospitato la stazione dei carabinieri dal 1980 al 2007, fino al momento del trasferimento nella nuova e attuale stazione in via Fosse Ardeatine. Costruito nel 1929 dal Monte di Pietà di Reggio Emilia, che aveva acquisito l’area di proprietà pubblica, l’immobile era stato destinato a magazzino di formaggi. L’intera area – che nel dopoguerra, dalla metà degli anni Sessanta, ha ospitato anche una sede della Sice, storica ditta meccanica correggese – è poi sempre rimasta come proprietà legata all’istituto di credito, Cassa di Risparmio prima e Unicredit poi, da cui è stata acquistata dai coniugi Bertani. Il fabbricato presenta una superficie di circa 1000 metri quadrati, disposti su due piani, cui si aggiungono i 4mila metri quadrati di area cortiliva.

Brenno Bertani, imprenditore correggese, ha fondato la Meccanoplast, azienda che si occupa di stampaggio di materie plastiche, con particolari interessi legati al settore agricolo; la moglie Artenice Rinaldi è stata un’insegnante. Hanno sempre dimostrato un interesse straordinario per i giovani e gli studenti con i quali, ogni anno, il 23 maggio – una data particolare per loro: in quel giorno, 29 anni fa, hanno perso il figlio Fabrizio – ricordano le stragi di Capaci e via D’Amelio partecipando all’iniziativa “Palermo chiama Italia”.

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