Gazzetta di Reggio

Reggio

Casalgrande

Dinazzano: scalo da ampliare, sarà chiuso tutto agosto

Adriano Arati
Dinazzano: scalo da ampliare, sarà chiuso tutto agosto

Intervento necessario per accogliere le argille tedesche

2 MINUTI DI LETTURA





Casalgrande Un mese di chiusura per lo scalo ferroviario di Dinazzano, il principale snodo del trasporto merci su rotaia del distretto ceramico, così da renderlo pronto ad accogliere le argille tedesche. Il grande complesso casalgrandese di gestione dei treni che portano materie prime verso le ceramiche della zona e mandano via prodotti finiti e semi-finiti sarà inattivo per le quattro settimane di agosto. Si parla di un periodo a basso regime, in cui gran parte degli impianti spengono i forni per almeno 15 giorni, per permettere a gran parte del personale di fare le ferie e consentire ai tecnici di effettuare interventi di manutenzione complessi.

Il mese di pausa verrà utilizzato per realizzare una serie di ampliamenti, migliorie e sistemazioni all’intera struttura, dai binari alle aree di movimentazione e carico, in vista di un ulteriore aumento del flusso, come annunciato dal presidente di Confindustria Ceramica, Giovanni Savorani, in occasione dell’assemblea della realtà associativa del comparto.

Il settore sta vivendo un periodo molto particolare, segnato da un mercato in crescita, unito però a un enorme balzo verso l’alto dei costi dell’energia e delle materie prime per cause internazionali, prima la pandemia e ora la guerra, che ha reso indisponibili le enormi forniture di argille e altre materie prime dell’Ucraina, una delle principali esportatrici mondiali. Per ovviare al problema, si è cercato di potenziare altri canali, Confindustria Ceramica e i ministeri italiani hanno da poco raggiunto un accordo con i principali cavatori di argilla tedeschi per una fornitura pluriennale corposa, che viaggerà su rotaia dalla Germania all’Italia, così da compensare i blocchi sul Mar Nero. Dinazzano, nel cuore del principale distretto italiano, quello reggiano-modenese ai due lati del fiume Secchia, diventa ancor più un punto cruciale, e necessita di potenziamenti che verranno completati ad agosto. L’intervento torna nuovamente a mettere l’attenzione sulle opere infrastrutturali, viarie e ferroviarie, di cui si parla da tempo, a partire dall’annoso tormentone della bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo con tutti i progetti collegati, fra cui un nuovo ponte sul Secchia fra Rubiera e Salvaterra e la tangenziale di Rubiera, oltre a nuovi collegamenti diretti fra lo scalo di Dinazzano e quello di Marzaglia di Modena, lungo la direttrice Est-Ovest della via Emilia e dell’A1. Un tema senza fine, ha ricordato Savorani, destinato a peggiorare nel 2023: «Nel momento in cui le infrastrutture diventano sempre più cruciali, e pensiamo alla Spagna che lavora per collegamenti ferroviari con mezza Europa, qui continuiamo a rimanere fermi, a partire dalla bretella. E se l’anno prossimo chiuderà come sembra il ponte di Veggia, il tema diventerà ancora più pressante».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google