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Oltre 200 truffe e 50 furti: 16 arresti tra Reggio Emilia, Bologna e Bolzano

Oltre 200 truffe e 50 furti: 16 arresti tra Reggio Emilia, Bologna e Bolzano

L'operazione Ghost condotta dai carabinieri reggiani

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Reggio Emilia Una ruota a terra, uno specchietto urtato, un finto acquisto online. Sono tre delle "esche" su cui si sarebbe sorretto un sistema sgominato dai carabinieri di Reggio Emilia.

Tredici persone sono finite in carcere, tre ai domiciliari, una diciassettesima ha un obbligo di comparizione.

Ecco il frutto di "Ghost", la maxi operazione contro le truffe e i furti condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Emilia.

Gli indagati dovranno rispondere a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti, utilizzi indebiti di carte di pagamento, truffe. furto aggravato, ricettazione, riciclaggio, truffa aggravata e falso.

I 55 casi accertati di furto aggravato si concentrano nel Reggiano. I 212 episodi di truffa aggravata sono stati scoperti in varie parti di Italia.

Gli arrestati hanno un'età compresa tra i 24 e i 47 anni e risiedono nella nostra provincia, nel Bolognese e in provincia di Bolzano.

Le indagini sono partite il 28 ottobre 2018 grazie alla denuncia di un furto avvenuto presso la parrocchia di San Polo d'Enza.

La sottrazione di due carte di pagamento hanno permesso agli inquirenti di risalire al sistema utilizzato dai "fantasmi", da cui il nome dell'indagine. Sono circa 900mila i capi telefonici analizzati dagli inquirenti e 448 gli episodi contestati.

I carabinieri del comando provinciale di San Polo d'Enza sono stati supportati dai colleghi del comando provinciale di Reggio Emilia, dai militari dell'Arma di Bologna e Bolzano e dall'ufficio Antiriciclaggio di Poste Italiane.

Le 262 vittime identificate hanno tra i venti e gli ottanta anni. Qualcuna è stata indotta a pagamenti multipli prima di denunciare gli episodi alle forze dell'ordine.

Gli inquirenti hanno sequestrato 10mila euro in contanti, un libretto con 55mila euro e Rolex per un valore stimato intorno ai 100mila euro.

La Procura reggiana ha ottenuto il 25 maggio scorso l'ordinanza da parte del giudice Dario De Luca. Le indagini proseguono e gli inquirenti domandano ai cittadini di prestare la massima attenzione, denunciando se vittima di episodi simili.

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