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Opportunità raddoppiate per i laureati di Unimore

Luciano Salsi
Opportunità raddoppiate per i laureati di Unimore

Lo attesta Alma Laurea che si sofferma sui rapporti fra studio e lavoro. Tasso di disoccupazione dimezzato rispetto all’anno prima

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Reggio Emilia La laurea è ancora la chiave più adatta ad aprire le porte del lavoro, soprattutto di quello più qualificato. E chi la consegue nell’Università di Modena e Reggio riesce ancor meglio a trovare un impiego soddisfacente. Anzi, le opportunità offerte ai laureati di Unimore si sono talmente accresciute che il loro tasso di disoccupazione s’è dimezzato rispetto all’anno scorso scendendo al 5,8%, mentre s’attesta sul 26,8% fra gli italiani nella fascia d'età di 15-24 anni.

Lo attesta l'ultimo rapporto di Alma Laurea, il consorzio interuniversitario che cura i rapporti fra il mondo accademico e quello lavorativo. L'indagine è stata compiuta intervistando i laureati di secondo livello dopo un anno dal conseguimento del titolo. Il successo di quelli di Unimore dipende anche dalla solidità del sistema economico e imprenditoriale dell'Emilia-Romagna. Tuttavia questa circostanza ha un’incidenza limitata, se si considera che il loro tasso di disoccupazione è la metà dell’11,8% registrato fra i giovani della nostra regione.

Il vantaggio è meno spiccato in rapporto alla loro retribuzione media mensile netta, che è di 1.438 euro rispetto ai 1.405 della media regionale ed ai 1.407 della media nazionale. In ogni caso Unimore sottolinea che le valide opportunità occupazionali dei suoi laureati non dipendono soltanto dal «contesto particolarmente favorevole, che vuole la realtà modenese e reggiana molto dinamica per ciò che riguarda il tessuto produttivo». Molto si deve, a suo avviso, al «grande impegno che Unimore profonde in termini di qualità della didattica e attenzione al percorso formativo di studenti e studentesse, cosicché il 68,1% dei laureati termina l’università in corso, con un voto medio di laurea di 101,9 su 110».

Né si deve trascurare «l'attenzione verso il percorso formativo espressa anche in termini di tirocini curriculari, esperienze all’estero e lavoro durante gli studi». Infatti il 70,4% dei laureati ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi, l’8,3% ha compiuto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso di laurea (Erasmus in primo luogo), mentre il 66,7% ha svolto un’attività lavorativa durante gli studi universitari. I diretti interessati si ritengono paghi del cammino intrapreso e portato a termine perlopiù con un conseguente successo. Il 90,2% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso. Tra questi l’87,0% giudica favorevolmente il rapporto con i docenti e l’86,0% valuta il carico di studio adeguato alla durata del corso. In merito alle infrastrutture, l’86,8% considera le aule adeguate. Il 73,2% sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso ateneo, mentre l’8,3% si iscriverebbe nuovamente ad Unimore, ma cambiando corso.

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