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cronaca

L’impresa titanica di Laura Catti tra ostacoli, muri e traversata del lago

Castellarano, La 33enne è oro e bronzo ai campionati europei svoltisi in Val di Fiemme


18 giugno 2022 Miriam Figliuolo


Castellarano Voce squillante e sorriso pronto, Laura Catti è una ricarica umana di energia. Ha vinto un oro, in competizione singola, e un bronzo di squadra agli ultimi campionati europei di corsa agli ostacoli: gli Ocr (Obstacle course race) European Championships tenutisi lo scorso fine settimana in Val di Fiemme.

E parliamo di ostacoli davvero fuori dal comune: corde e attrezzi in sospensione, reti metalliche e filo spinato, muri, oggetti molto pesanti da trasportare o, come nel caso degli pneumatici da tir, da spostare ribaltandoli, persino un lago di 70 metri da attraversare a nuoto.

Insomma qualcosa che, per i non addetti ai lavori, assomiglia molto a percorsi di sopravvivenza in stile “Giochi senza frontiere”, ma che, in realtà, è un vero e proprio sport, ora persino in lizza per entrare di diritto tra le competizioni olimpioniche.

Il Pentathlon Moderno, infatti, ha aperto all’Obstacle racing per l’alternativa all’equitazione. La commissione dedicata New 5th discipline working group ha scelto le Ocr da un elenco di 62 proposte, tenendo conto, ovviamene, dei requisiti del Cio per il programma delle Olimpiadi 2028. Se diventasse la quinta disciplina entrerebbe nel programma olimpionico di Los Angeles 2028.

In Val di Fiemme 2mila atleti, provenienti da 33 Paesi e in rappresentanza di 133 team, hanno gareggiato allo stadio del fondo di Lago di Tesero nel suggestivo territorio dolomitico, sede delle discipline nordiche alle Olimpiadi Invernali 2026, per sfidarsi alla conquista dei titoli assoluti ed Age Group nelle Short, Standard e Team Course. Sono arrivati anche iscritti da Usa e Argentina, impegnati nella Open Race.

Catti, 33 anni, mamma di un bellissimo bimbo di 5 anni, Filippo, che la segue a ogni gara, lavora come impiegata alla Barcom srl, officina metalmeccanica di Castellarano, paese dove vive.

L’amore per lo sport l’ha sempre accompagnata, come racconta lei stessa, portandola ad avvicinarsi all’Ocr solo negli ultimi anni, ma questo non le ha impedito di arrivare a importanti traguardi, come quello raggiunto in Val di Fiemme dove, con la maglia della nazionale italiana Ocr, si è piazzata al primo posto nella gara dei 15 chilometri della categoria Age Group (30-34 anni): ha dovuto superare qualcosa come 27 sospensioni (a singolo tentativo), 5 equilibri, 3 strisciamenti (passare sotto a reti o filo spinato), 6 trasporti, 8 muri e l’attraversamento di un lago di circa 70 mt a nuoto.

Il tutto in 2 ore e 19 minuti. E un giro di penalità – con il trasporto di una pesante catena di ferro appesa al collo – che non l’ha comunque allontanata dalla medaglia d’oro.

Il bronzo, invece, è arrivato con la prova alla Team course da 6 km con 23 ostacoli da superare in modalità collaborativa. Risultato ottenuto da Catti con Federica Toni e Dinahlee Calzolari in 46' e 49".

Per Catti la prima domanda, da persona comune è quasi scontata.

Cosa la spinge ad affrontare una fatica del genere?

«Amo lo sport. L’ho sempre praticato fin da bambina. Dalla ginnastica artistica, che mi ha dato una base fondamentale per l’Ocr, al nuoto, al calcetto. All’Ocr mi sono avvicinata nell’aprile del 2019 e nel luglio dello stesso anno ho affrontato la prima gara competitiva. La Pandemia, poi, come per tutto, ha colpito anche questo sport. Ma non ci siamo arresi. In gara lo sforzo è continuo, ma le soddisfazioni sono bellissime. In Val di Fiemme ha aiutato il contesto meraviglioso: mi guardavo intorno e correvo con il sorriso. Nutro un amore spassionato per la montagna. Il Cusna l’ho scalato almeno 4 volte. Di recente ho iniziato con le ferrate».

Una passione, quella per le gare, che condivide anche con suo figlio...

«Sì, assolutamente. Filippo ha 5 anni. Mi segue sempre e mi chiede: “Quando posso gareggiare anche io?”. In realtà una piccola competizione già l’ha fatta. A Tesero era con i miei e ha assistito a tutta la gara facendo il tifo. A un certo punto l’ho sentito gridare: “Hai ancora due braccialetti mamma”. Alla partenza ne abbiamo tre e dobbiamo arrivare al traguardo con almeno uno per entrare in classifica. Inoltre c’è un giro di penalty per ogni braccialetto “perso” (vengono tagliati al fallimento della prova, ndr)».

Dove si allena?

«Quello degli impianti è un punto dolente per questo sport. Io macino chilometri per raggiungo quelli di Mantova o Bologna. In Italia stiamo provando a diffondere sul territorio questo sport. Non è facile. È importante che si lavori tutti nella stessa direzione »

Il prossimo obiettivo?

«Ora mi godo questa vittoria. Diciamo che sarà un punto di ripartenza per me». l




 

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