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Scandiano, la ferma per chiederle un’informazione poi l’esibizionista le mostra i genitali

Elena Diacci di Fratelli d’Italia ha denunciato l'episodio ai carabinieri


22 giugno 2022


Scandiano Per adesso, è finita con una denuncia ai carabinieri e con tutta la determinazione di assicurare alla giustizia il responsabile. Ma quello vissuto nella giornata di martedì da Elena Diacci, rappresentate locale di Fratelli d’Italia, è un episodio grave e inquietante: è stata fermata da un esibizionista, che con la scusa di una informazione le ha mostrato i genitali.

È successo a Bosco di Scandiano. Ed è lei stessa ad averlo reso noto, con un post su Facebook. «Mentre compivo la mia consueta camminata purtroppo mi è capitato un episodio a dir poco spiacevole a poca distanza da casa, dove sono nata e cresciuta e che ancora oggi vi abito. Mi trovavo in via Soglia, nella frazione la Noce di Albinea, e ho notato che una macchina ha iniziato a seguirmi. Poco dopo mi ha sorpassata e, all’altezza di via Romana, a Bosco di Scandiano, la stessa auto contraria al mio senso di marcia si è avvicinata e ha abbassato il finestrino per chiedermi un’informazione relativamente la strada da percorrere per Albinea – racconta –. Ingenuamente ed educatamente mi sono avvicinata all’auto per indicarla, all’interno vi era un uomo completamente nudo con i pantaloni abbassati».

Diacci ha avuto la prontezza di allontanarsi rapidamente, di fare una foto col telefonino alla targa e di chiamare il 112. «Infinitamente grazie ai carabinieri di Casalgrande che con grazia, cortesia e imminenza si sono subito adoperati per aiutarmi. In caserma ho sporto denuncia contro questi atti che ancora oggi nel 2022 una donna deve subire. Non posso e non riesco a spiegarmi come un uomo così possa poter provare a privare la libertà altrui con tali gesti».

L’uomo, che ha circa 40 anni, è in corso di identificazione da parte dei carabinieri.
«Ho voluto denunciare perché credo che tutte le donne, debbano sapere ciò che è successo a me per tutelarsi ed eventualmente non avere paura a rivolgersi alle autorità competenti – aggiunge –. Confido nelle indagini e nel proseguimento da parte della magistratura. Mi sono recata nel mio studio legale di fiducia per consegnare la documentazione necessaria». Non è finita qui.

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