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Reggio Emilia, anche la seconda prova "nelle corde" dei ragazzi

Reggio Emilia, anche la seconda prova "nelle corde" dei ragazzi

Ieri per gli studenti è stata la volta dello scritto più temuto. «Nulla di impossibile». Un altro: «I prof sono stati bravi»

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Reggio Emilia Sono tornati sui banchi ieri mattina gli studenti reggiani e stavolta per la seconda prova scritta, che da ministeriale quest’anno è diventata “fai-da-te”. O meglio: elaborata dalle commissioni interne sulla base degli argomenti affrontati dalla singole classi durante l'anno, tra Dad e quarantene. «Un atto di giustizia verso i candidati della maturità 2022», come aveva dichiarato il ministro alla Scuola Patrizio Bianchi. Una versione di latino al classico, un problema e quattro quesiti di matematica allo scientifico e prove sulle materie di indirizzo per gli altri istituti. La prova vale al massimo dieci punti, i quali andranno a sommarsi a quelli del tema, del colloquio orale e del credito scolastico per il voto finale.

Al liceo Ariosto i ragazzi si sono confrontati con una traduzione dal latino dagli Annales di Tacito.

«Tredici righe di traduzione e poi tre domande su contenuto, analisi stilistica e commento. Il tema del commento verteva sul rapporto tra la classe dei letterati e il potere, sono molto fiero di quello che ho scritto».

A parlare è Alberto Ferrari, maturando dell’Ariosto, che da poco ha finito la prova.

Vicino a lui un altro studente, Lorenzo Cavani. «Per me Tacito era il più ostico come autore da tradurre – dice – nel commento ho provato a collegare più cose possibili, anche temi più recenti come Pirandello nel rapporto con il Fascismo».

Alla domanda se questa prova è stata più difficile di quella di martedì, risponde di sì: «ieri è andata meglio».

Con un bell’85/100, però, da quella scuola spero di uscirci.

Anche Guido Riccio racconta che «in classe si temeva di più questa prova». «Però è andata bene, credo – precisa – ho consegnato dopo 4 ore». Poi l’accenno alle non-mascherine: «È stato abbastanza un sollievo».

Una docente di latino e greco della scuola, Claudia Carri, dice che quello sorteggiato è un passo molto interessante, di una certa attualità. «Si tratta del primo episodio in cui la repressione violentissima del potere si manifesta ai danni di un libero pensatore accusato di aver elogiato troppo coloro che erano considerati i “cesaricidi” – spiega la docente – Tacito è impegnativo perché ha una prosa difficile a volte ma in questo caso direi che non lo ero. I ragazzi se la sono cavata bene perché conoscevano l’autore, la sua lingua, l’episodio, che è notissimo».

Poco distante un’altra studentessa, Ester Cibotto, conferma che «Tacito è molto impegnativo», perché «la struttura delle frasi non è lineare». «Non era però il suo passo più difficile, era abbastanza facile per essere Tacito – aggiunge – penso sia andata abbastanza bene la prova, che era quella che temevo di più».

Spostandosi al liceo Spallanzani, anche qui, parlando con gli studenti, sembra che la prova proposta sia stata assolutamente abbordabile. «Non era nulla di impossibile però c’era da ragionarci su abbastanza infatti dopo 4 ore ho detto basta – racconta Fabrizio Tedeschi, che incontriamo fuori dalla scuola con un gruppetto di compagni di classe – hanno deciso di darci sei ore anche se avremmo potuto averne solo cinque. Il punteggio massimo è 10 punti e secondo me un 7 lo prendo, forse anche un 8, poi se arriva anche qualcosa di più tanto meglio». Per un altro maturando dello Spallanzani, Giuseppe Di Vara, la prova «è stata più semplice della simulazione, ma forse perché ci sono arrivato più preparato». «I prof sono stati bravi» – commenta.

Anche a Luca Garavaldi, aspirante studente universitario di ingegneria meccanica a Modena, la prova sembra essere andata bene dato che «i professori si sono attenuti al programma». A lui chiediamo anche se si copia ancora alla Maturità e, un po’ sorpreso, ci risponde così: «Diciamo che si fa molta fatica, ci sono almeno due professori in classe, a volte anche un terzo, e girano tra i banchi». E sul suo post esami: «Con gli amici andremo a Rimini e poi a Tenerife ma la prima cosa che farò dopo l’orale sarà buttarmi nel letto e dormire».

Angelica Esposito sembra la più sicura: «È andata bene, la prova è stato senz’altro fattibile e il tempo assolutamente c’era». Scritti conclusi, ora si prenderà una mezza giornata di riposo e poi via di nuovo a studiare perché ci tiene a prepararsi al meglio anche per il colloquio orale. Punta al 100, così come Davide Prodi, che racconta dell’ansia da prestazione che lo ha accompagnato in classe ieri mattina. «Avevo la preoccupazione di fare bene e spero di esserci riuscito – racconta – come livello di complessità darei un 7-8 alla prova, non era facile ma adeguata. Credo sia andata bene». l

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