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L’Appennino sempre più caldo e l’incubo delle polveri sottili

CENTRALINA RILEVAMENTO QUALITA' DELL ARIA ARPA VIALE TIMAVO REGGIO EMILIA
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CENTRALINA RILEVAMENTO QUALITA' DELL ARIA ARPA VIALE TIMAVO REGGIO EMILIA

La Bassa guida l’aumento delle precipitazioni in Emilia Romagna

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Reggio Emilia Com’era fresco una volta il nostro Appennino. Il nono osservatorio Ires-Cgil non si tinge di malinconia, ma di rosso.


È il colore di una temperatura sempre più rovente anche in alta quota. I ricercatori pongono il fenomeno in correlazione con i cambiamenti climatici e l’inquinamento, su cui la provincia di Reggio Emilia si contende la “maglia nera” con Modena.


L’analisi prende in considerazione le temperature medie registrate da Arpae nel 2020 nei singoli Comuni, ponendole in correlazione rispetto ai valori del periodo 1961-1990.


Il confronto è impietoso. A Ramiseto, Vetto, Canossa, Casina, Viano, Castelnovo Monti e Busana il termometro è salito mediamente di almeno 1,8 gradi centigradi (e massimo 2,3 gradi). L’unico Comune reggiano in cui l’incremento è inferiore a 1,1 gradi è Correggio.


In generale, la temperatura media nella nostra provincia è aumentata nel periodo di riferimento di 1,6 gradi, soprattutto a causa dell’incremento dei valori registrati nella nostra montagna.


Reggio Emilia sale sul podio regionale alle spalle di Parma e Piacenza (1,7 gradi d’incremento a testa), alla pari di Ferrara e Ravenna. Appena migliore la situazione a Bologna (1,4 gradi), Modena e Forlì-Cesena (1,3 gradi), Rimini (1,2 gradi).


Il clima diventa più soffocante e asfissiante. Un effetto delle polveri sottili, per cui Reggio Emilia è sul podio alla rovescia dal 2007 al 2021. I ricercatori esaminano i dati del rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente.


Due i numeri da tenere a mente: 35 e 50. Trentacinque le giornate in cui, a norma di legge, non va superata la concentrazione media di 50 micrometri al metro cubo di polveri sottili (pm 10).


Alla stazione di Reggio Emilia-Timavo gli sforamenti nel 2020 sono stati però 51, ovvero 16 oltre il consentito. In pratica, almeno una volta ogni settimana nel 2020 è stato superato il limite previsto per legge. Soltanto la stazione di Modena-Giardini con 62 sforamenti fa peggio.


Le anomalie non sono finite. La provincia reggiana è l’unica (da dati Arpae) in cui le precipitazioni sono aumentate. L’incremento è minimo (1 millimetro), ma in netta contrapposizione con le altre province. Per intenderci, a Parma si registrano mediamente 12 millimetri di pioggia in meno e a Modena 29 millimetri in meno.


L’acqua piovana appare un ricordo a Forlì-Cesena (243 millimetri in meno), Ravenna (227 millimetri) e Rimini (184 millimetri). Nella nostra provincia, le concentrazioni più elevate di pioggia (dai dati 2020) si registrano nella città del Tricolore, a Cavriago Sant’Ilario, Gattatico, Campegine, Cadelbosco Sopra, Novellara, Bagnolo, Ramiseto, Busana, Collagna e Ligonchio. Gli incrementi in questi territori oscillano tra i 35 e i 328 millimetri.


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