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Le indagini

Delitto di Codisotto: fatali due badilate in testa

Jacopo Della Porta
Delitto di Codisotto: fatali due badilate in testa

Luzzara: l’esito dell’autopsia inchioda i due aggressori I legali della famiglia: «Omicidio preterintenzionale? Per noi il reato è più grave»

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Luzzara Ranjeet Bains è morto a causa dell’aggressione subita il 7 febbraio scorso a Codisotto da parte di due fratelli, suoi colleghi e connazionali, nella ditta Quattro B. La relazione del consulente tecnico Vittorio Gatto, incaricato dal sostituto procuratore Giacomo Forte, non lascia dubbi sulle cause del decesso dell’operaio indiano di 38 anni.

Il consulente ha stabilito che la causa della morte è riconducibile ad una insufficienza cardiorespiratoria, conseguenza di un grave trauma cranico-cervicale (che ha causato un edema cerebrale) e un concomitante trauma laterocervicale. Tali ferite sono state inflitte a calci, pugni ma soprattutto con una pala. In particolare, due colpi sono risultati fatali.

In conclusione, è dunque possibile sostenere che il decesso sia connesso all’evento traumatico subito il 7 febbraio.

Potrebbe apparire un esito scontato dell’autopsia, ma non è affatto così, perché, ad esempio, la morte poteva anche essere sopraggiunta per un malore o un problema di salute congenito.

Alla luce di quanto emerso, gli avvocati Mauro Intagliata - che assiste la vedova Gagandeep Kaur, i due figli della vittima di 5 e 9 anni, e il fratello Jagjeet Bains – e Francesco Tazzari – che tutela i genitori Ram Lal e Mohinder Kaur – ritengono che «ci siano gli elementi per riqualificare il reato in ipotesi più grave ovvero dolosa, quanto meno sotto il profilo di un dolo eventuale».

La procura, prima dell’esito dell’autopsia, ha contestato ai due indagati l’omicidio preterintenzionale.

Il quadro delle lesioni riscontrate durante l’autopsia conferma la ricostruzione dell’aggressione riportata dalla vittima prima di perdere definitivamente coscienza.

L’operaio, ex sindacalista della Fiom, negli ultimi istanti di vita, aveva riferito di aver ricevuto plurimi colpi al volto, alla testa, alla schiena e al ginocchio destro, con pugni, calci e una pala metallica, poi sequestrata.

Gli autori dell’aggressione, i fratelli Charanjit e Paramjit Singh lo avevano affrontato in azienda, durante una pausa caffè. Considerato il luogo in cui è avvenuto questo grave episodio, gli avvocati Intagliata e Tazzari hanno già annunciato che in sede civile, per quanto riguarda la richiesta di risarcimento danni, coinvolgeranno anche il datore di lavoro della vittima. l




 

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