Gazzetta di Reggio

Reggio

Il processo

Esplosione, assolti i vertici della Coopservice

Tiziano Soresina
Esplosione, assolti i vertici della  Coopservice

Omicidio colposo Saltò in aria una caldaia nell’ospedale di Jesi e morì un manutentore Scagionati dopo una lunga battaglia legale tre dirigenti e il presidente della cooperativa

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia L’esplosione era stata fortissima nell’ospedale di Jesi (Ancona), con il coperchio di una delle caldaie che schizzava via e investiva in pieno Giuliano Ciabuschi che ne stava effettuando la manutenzione, scaraventandolo a diversi metri con effetti devastanti: per il 57enne una gravissima emorragia cerebrale e un trauma facciale.

Era il 26 marzo 2019 – quel terribile giorno il lavoratore venne soccorso da un residente in zona e poi trasportato d’urgenza in elisoccorso al pronto soccorso di Torrette – e il manutentore morirà dopo cinque mesi di agonia in un letto della Rianimazione dell’ospedale di Jesi.

Ciabuschi era dipendente della reggiana Coopservice, responsabile del servizio di gestione, conduzione e manutenzione degli impianti tecnologici della centrale termica a servizio della struttura ospedaliera.

L’inchiesta subito scattata si rivelerà piuttosto complessa, con nel mirino tre figure di spicco della Coopservice (il direttore generale, un dirigente ed un preposto) accusate di omicidio colposo, ma anche la cooperativa stessa nella persona del presidente Roberto Olivi.

Gli indagati vengono fin dal primo momento assistiti dall’avvocato Roberto Sutich che poi si è avvalso della collaborazione delle colleghe di studio Alice Minari e Anna Simonini.

Ben presto si rivelerà un caso in materia di sicurezza sul lavoro talmente spinoso tecnicamente che, durante le indagini, il magistrato inquirente Andrea Laurino chiedeva un incidente probatorio peritale (che coinvolgerà professori universitari di Napoli e di Pisa).

In soldoni, la perita nominata dal giudice attribuiva la responsabilità di quanto accaduto alla Coopservice, mentre il consulente della cooperativa reggiana esprimeva tesi scientificamente contrarie. Inchiesta che poi sfocerà in tribunale ad Ancona – a fine maggio 2021 – nell’udienza preliminare davanti al gup Francesca De Palma che si è tenuta con rito abbreviato.

I familiari della persona morta nell’infortunio sul lavoro non si sono costituiti parte civile, perché già risarciti. Comunque si apriva oltre un anno di battaglia legale in cui l’avvocato Sutich ha sostenuto – intervenendo in aula e depositando memorie difensive – l’insussistenza di responsabilità colpose a carico dei dirigenti e della stessa cooperativa, allegando ampia documentazione a sostegno dell’ingente spesa che la Coopservice ogni anno sostiene in materia di sicurezza, inquadrando sia la complessa organizzazione di Coopservice a tutela della sicurezza sul lavoro, sia la completa professionalità del manutentore che aveva operato su strumentazione priva di vizi o malfunzionamenti.

A colpi di consulenze e discussioni il processo è arrivato ad una svolta importante quando lo stesso pm Laurino ha riconosciuto – nella requisitoria – la bontà delle tesi difensive uscite nelle varie “tappe” giudiziarie chiedendo l’assoluzione dei tre imputati e del legale rappresentante di Coopservice. Parimenti l’avvocato Sutich, nell’arringa, ha svolto un’articolata analisi del caso, mettendo anche per iscritto la linea difensiva tesa all’assoluzione dei propri assistiti. E così è stato, perché poi il gup De Palma – accogliendo le risultanze difensive fatte proprie anche dal pm Laurino – ha emesso di recente per tutti gli imputati una sentenza assolutoria «perché il fatto non sussiste».l


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google