Gazzetta di Reggio

Reggio

L’udienza in tribunale

Non è più in carcere il rapinatore 61enne: ha l’obbligo di firma

Tiziano Soresina
Non è più in carcere il rapinatore 61enne: ha l’obbligo di firma

La difesa: «Non voleva fare del male a nessuno»

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Reggio Emilia Una rapina talmente anomala se non strampalata che nemmeno la pm Laura Galli ha chiesto – nell’udienza di convalida dell’arresto – di mantenere in cella il 61enne che mercoledì mattina ha fatto irruzione nella filiale Credem di via Emilia Ospizio, andandosene poi con un bottino di diecimila euro.

E il gip Dario De Luca ha scarcerato quest’uomo che attenderà la fine dell’indagine ed il relativo processo con l’obbligo di firma – tutti i giorni – nella caserma dei carabinieri di via Cairoli.

In aula l’italiano – non originario di Reggio Emilia e che vive in una struttura comunale, essendo un caso noto ai servizi sociali – ha confermato la confessione già resa ai carabinieri nel momento in cui è stato scoperto, nove ore dopo la fuga.

Il rapinatore si è giustificato così: «Sono stato costretto a farlo, non ho nemmeno i venti euro necessari per fare la richiesta per il reddito di cittadinanza».

Il resto lo racconta alla Gazzetta chi difende il 61enne, cioè l’avvocato Fulvio Mediani: «Il mio assistito è una persona innocua, non c’è pericolosità sociale in quest’uomo, non aveva armi quando è entrato in banca. Ha avuto un gesto di stizza improvviso, per problemi economici, una reazione eccessiva, un gesto dimostrativo inadeguato – conclude il legale – ma non voleva fare del male a nessuno».

Una persona indigente, gravata però da precedenti penali specifici, capace di farsi consegnare diecimila euro in contanti (riposti dall’impiegata in una busta con il logo del Credem) facendo credere di avere una pistola nel borsello («Non costringetemi a fare quello che non voglio fare»), per poi scusarsi con la cassiera che ha appena rapinato e con gli altri dipendenti dell’istituto di credito.

Le immagini della videosorveglianza e ai rilievi tecnici eseguiti dai carabinieri nel corso del sopralluogo, oltre alla comparazione con le foto segnaletiche, hanno consentito ben presto di restringere il cerchio nei confronti del rapinatore.

I militari della Compagnia di Reggio Emilia hanno così deciso di perquisire la stanza occupata dal sospettato.

Alla presenza del 61enne, gli investigatori hanno trovato nella sua camera elementi che hanno avvalorato ulteriormente i loro sospetti.

Oltre all’intero bottino, infatti, l’uomo custodiva ancora la mascherina chirurgica, la busta da lettere con il logo del Credem oltre a un auricolare bluetooth e alcuni vistosi anelli alle dita, che la cassiera non aveva potuto fare a meno di notare durante la rapina, e l’abbigliamento esattamente corrispondente alle descrizioni dei testimoni. Con tali evidenze l’uomo, che non ha potuto fare a meno di ammettere le proprie responsabilità.


 

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