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Le tavole da surf artistiche da Caprara al resto del mondo

Ambra Prati
Le tavole da surf artistiche da Caprara al resto del mondo

Alex Bianco, 31 anni, ha trasformato la passione per le onde in un lavoro Il suo laboratorio ripara e produce modelli unici come la Divina Commedia

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Campegine Nei forum dedicati a coloro che cavalcano le onde la domanda circola con una certa frequenza: «Dove si trova Caprara di Campegine?». È qui, infatti, la sede di Heartbreak Surfboards, il laboratorio artigianale di tavole da surf – riparazione e produzione di pezzi personalizzati – di Alex Bianco, 31 anni, campeginese doc nonostante l’aspetto da californiano. I modelli unici che realizza con le sue mani sono ricercatissimi da una clientela regionale, nazionale ed estera, che acquista su Instagram.

L’amore per le tavole artigianali di Alex viene da lontano, risale all’infanzia e al legame con l’acqua. «Ho sempre nuotato, da quando avevo 6 anni; per anni ho praticato l’agonismo. E in seguito mi è tornato molto utile, perché ho rischiato di affogare mille volte».

La folgorazione a 18 anni. «Ero in Spagna, tornavo dalla discoteca quando alle 6 del mattino ho visto un ragazzo che disegnava linee sulle onde. L’ho guardato e ho pensato: voglio fare quello».

Detto, fatto; nonostante gli scarsi mezzi economici e l’aspetto pionieristico della disciplina. «Ho cercato una scuola e ho iniziato con una tavola da windsurf: io e i miei amici avevamo solo quella. Il primo surf l’ho comprato da Decathlon». Non che all’epoca sapesse distinguere la qualità. «A surfare ho imparato da autodidatta, provando e sbagliando parecchio. All’inizio l’aspetto più difficile è saper leggere le previsioni». Poi i viaggi, per fare pratica: Australia, California, Indonesia, Norvegia, Marocco, Cornovaglia. «Per il surf ho girato il mondo». Cinque anni fa, in modo fortuito, la svolta. «Ero a Levanto, in Liguria. Mi ero stancato di rompere la tavola e di spendere una fortuna per ricomprarla. In un surf shop ho conosciuto un giovane di Fidenza, amico del gestore del negozio, che mostrava come costruirsi le tavole in autonomia. Siamo diventati subito amici per la pelle, abbiamo organizzato tanti surf camp. Lui mi ha insegnato le basi: prima a riparare e poi a produrre ex novo. Ho sperimentato tanto: dai metodi (ho collaborato con una falegnameria di Cadelbosco) ai materiali (legno, polistirolo o poliuretano ad alta densità). Dopo la scomparsa di mio padre ho dovuto chiudere l’azienda ai autotrasporti. Mi sono trovato davanti a un bivio. Avevo appena conseguito in Francia il brevetto da istruttore di surf e ho deciso di provare a trasformare la mia passione in mestiere». Il nome, Heartbreak, perché «rappresenta l’imprevedibilità della natura: magari le previsioni per quel giorno sono ideali, poi arrivi in spiaggia ed è una delusione. Ti si spezza il cuore. Ed è meglio andarsi a bere una birra». Dopo aver svernato in Portogallo, dove ha lavorato per la marca Matta Shape, in questo periodo Alex fa l’istruttore di surf alla Black Wave di Pietrasanta. Dopo il Covid, gli affari sono in ripresa, sia sul fronte riparazioni (richiestissime), sia sul fronte produzione, tanto che Alex sta pensando di “allargarsi” e passare dal laboratorio domestico a un capannone. «Assieme a Kehin, un’artista che fa decorazioni, abbiamo realizzato dei modelli unici».

Dalla ninfea (con le venature della foglia) alle figure Moai, dai pianeti (omaggio a David Bowie) fino alla serie sulla Divina Commedia. Sono pezzi pregiati, più costosi. «In media una tavola di qualità va dai 600 ai mille euro. Con una grafica particolare come le nostre il prezzo raddoppia, ma abbiamo ottimi riscontri». Sulle pagine Instagram “kehinart” e “heartbreaksurfboards” si può seguire la lavorazione. «Ora voglio cimentarmi con una tavola waterman, per più discipline».  

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