Terzo rogo in cinque giorni: ora si pensa a un piromane
Reggio Emilia: alle 19 incendio di vaste proporzioni all’isola ecologica e lungo la ferrovia. Il centro invaso dal fumo nero, la polizia scientifica analizza un’auto sospetta
Reggio Emilia Se in un primo tempo si è ipotizzato un mozzicone di sigaretta gettato da un’auto, ora comincia a farsi strada l’idea che un piromane circoli in zona campovolo. Tanto che ieri, quando per la terza volta in cinque giorni è scoppiato un incendio all’isola ecologica Iren di via del Partigiano, sono intervenuti sul posto anche gli esperti della Scientifica della polizia di Stato, che potrebbero essere determinanti per fare chiarezza.
L’allarme è scattato ieri alle 19 quando un’alta colonna di fumo nero, visibile a distanza, si è levata da via del Partigiano. Lì, sulla destra dopo il cavalcavia, si trova uno dei sei centri di raccolta cittadini di rifiuti Iren: un’area recintata dove è possibile conferire gli oggetti ingombranti. Il centro chiude alle 18 e un’ora dopo è scattato l’allarme: alte fiamme si levavano fin quasi al sovrappasso. L’incendio è apparso da subito di grandi proporzioni perché le fiamme, partite con tutta probabilità dall’isola, dopo aver distrutto una parte della struttura si sono estese alle sterpaglie adiacenti alla ferrovia, per fortuna senza provocare conseguenze al traffico ferroviario. Il comando provinciale di via della Canalina ha fatto partire ben quattro squadre di vigili del fuoco, che hanno cercato di circoscrivere le fiamme.
È andato distrutto il settore dedicato al legno e un altro settore della plastica. Il risultato è che si è diffuso un odore acre e un fumo nero che è arrivato a lambire il centro: i portici di via Emilia San Pietro sono stati avvolti da una innaturale “nebbia” immortalata dai passanti con i telefonini.
Mentre le operazioni di spegnimento proseguivano, con i pompieri alla ricerca delle bocchette per la notevole quantità di acqua necessaria, sul posto sono arrivati la polizia di Stato e la polizia locale, quest’ultima più che altro per deviare la viabilità ed evitare conseguenze sul transito, nonché una squadra di tecnici Iren per competenza. Mentre i colleghi interpellavano i responsabili dell’isola ecologica, i poliziotti della Scientifica hanno esaminato una macchina, targata Parma e con un pneumatico forato, situata nei paraggi: non è detto che l’auto sia legata al rogo doloso, ma poiché la vettura non avrebbe dovuto trovarsi in quel punto si è preferito approfondire.
Il susseguirsi di incendi in prossimità dell’isola ecologica di via del Partigiano ha registrato un crescendo. Il primo rogo, di dimensioni ridotte, si è verificato venerdì scorso. Il secondo domenica, sempre alle 19: in questo caso si è trattato di un doppio incendio, che oltre al centro raccolta (in fumo degli imballaggi di plastica) ha interessato i boschi urbani Berlinguer e del campovolo, divorando una trentina di alberi. La porzione di bosco polverizzata ha suscitato clamore, visto che quell’area verde era nata nel 2015 su iniziativa dei volontari del Movimento 5 Stelle che avevano piantumato mille alberi. Infine il rogo di ieri, il terzo: troppo per essere una casualità.
Un piromane si aggira nell’area tra la ferrovia, il campovolo e le ex Reggiane? È la pista che si sta cercando di verificare. Di certo il sospetto che dietro questa serie di roghi ci sia la mano dell’uomo si sta facendo largo tra le forze dell’ordine. l
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