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Violenza sulle donne

Riempie di botte la fidanzata, arrestato un trentenne di Scandiano

Riempie di botte la fidanzata, arrestato un trentenne di Scandiano

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Scandiano Giovedì, cuore della notte. Una ragazza arriva al pronto soccorso dell’ospedale di Sassuolo. È sconvolta, in difficoltà ma soprattutto ha il viso tumefatto e una ferita alla nuca.

Viene presa in carico d’urgenza: il personale sanitario comprende che la situazione è piuttosto grave, che non ci si trova di fronte a un incidente saltuario ma che si tratta dell’ennesima vicenda allarmante di qualcuno che ha massacrato di botte una donna. Chi sia il responsabile di quell’aggressione non ci si mette troppo a scoprirlo perché al pronto soccorso fa la prima comparsa un uomo, che chiede rapidamente conto delle condizioni della donna ferita.

Si tratta del suo compagno di vita che pretende di avere un contatto con lei.

Anche lui è particolarmente su di giri, l’atteggiamento non è costruttivo, anzi.

E qui entra in campo la professionalità del personale medico e infermieristico, che comprendono la situazione e allertano anche i carabinieri di Sassuolo.

Si trovano di fronte a un palese esempio di “codice rosso”, con una donna surclassata da un compagno violento e aggressivo.

Non a caso, quando i militari arrivano con la pattuglia non possono fare altro che prendere atto della situazione e – dopo aver informato il magistrato di turno – procedono con l’arresto dell’uomo. Si tratta di un trentenne che vive a Scandiano con la fidanzata.

Ma le attenzioni si rivolgono principalmente sulla donna. I medici la sottopongono subito ad accertamenti clinici che evidenziano diverse lesioni: ha il viso pieno di tumefazioni che di lì a qualche ora diventeranno grandi lividi complicati da nascondere; ha delle fratture al viso e un braccio rotto.

È stata pesantemente malmenata e fatica ad ammetterlo soltanto perché ha delle difficoltà a parlare, vista la situazione clinica che viene diagnosticata.

Si parla di almeno quaranta giorni di prognosi che potrebbero anche aumentare se il decorso medico dovesse ampliarsi. In suo sostegno, oltre al personale del pronto soccorso, arrivano anche gli assistenti sociali che negli ultimi anni si sono specializzati nel supporto alle vittime di violenza.

Il suo compagno finisce invece in carcere al Sant’Anna di Modena, dove lunedì è stato sottoposto all’interrogatorio di garanzia. Di fronte al suo avvocato e al giudice delle indagini preliminari ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Non è quindi stato in grado oppure non ha voluto spiegare cosa lo abbia spinto a usare la tanta violenza di cui è accusato. Il gip si è riservato la decisione sulla misura cautelare da applicare ma nel frattempo il 30enne rimarrà in carcere. Successivamente gli atti – dal momento che i maltrattamenti domestici e le lesioni si sono verificati a Scandiano – saranno trasmessi dalla procura di Modena a quella di Reggio per competenza territoriale. l

F.D.

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