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Emergenza siccità

Acqua potabile, i reggiani ogni anno ne usano 45 milioni di metri cubi

Ambra Prati

	Le 45 casette reggiane distribuiscono al giorno 67mila litri di acqua



	 
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Le 45 casette reggiane distribuiscono al giorno 67mila litri di acqua  

Per Ireti la qualità è ottima. Le 45 casette ne distribuiscono al giorno 67mila litri. Diminuite le perdite nella rete: dal 26% del 2019 fino al 22% dell’anno scorso

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Reggio Emilia Da quella per irrigare (che scarseggia) a quella minerale razionata nei supermercati, fino alle mozioni in consiglio comunale che chiedono la verifica delle perdite.

L’acqua è la grande protagonista dell’estate. Abbiamo fatto il punto sull’acqua potabile con i tecnici Ireti: 500mila reggiani ne consumano 45 milioni di metri cubi l’anno, mentre le perdite sono diminuite al 22%.

Quanto consumiamo e com’è formato il reticolo di acquedotti?
«Il sistema idrico in provincia di Reggio Emilia è caratterizzato da 31 acquedotti: 12 di pianura-collina e 19 di montagna. La rete distribuisce acqua potabile a quasi 500mila abitanti. I 12 acquedotti della fascia pianeggiante e collinare servono oltre il 90% della popolazione e sono fortemente interconnessi tra loro. Gli acquedotti principali sono quello di Reggio capoluogo, quello di Roncocesi (che serve la Bassa) e quello della Gabellina, che serve la zona montana. Il volume di acqua prelevato nel 2021 si attesta a circa 45 milioni di metri cubi, in diminuzione del 2% rispetto all’anno precedente. L’87% dell’acqua distribuita viene attinta dalle falde e il rimanente proviene da sorgenti o acque superficiali. Grazie ai continui interventi di miglioramento della rete, il prelievo attuale è di 5 milioni di metri cubi, inferiore a quello che si registrava vent’ anni or sono quando la popolazione residente era peraltro di molto inferiore.

Sul fronte perdite?
«Grazie alla costante opera di efficientamento degli impianti e agli importanti investimenti sul territorio, il rendimento degli acquedotti provinciali si attesta al 78,2%, un valore d’eccellenza. Di converso le perdite idriche reali, calcolate sull'intero bacino provinciale, sono fra le più basse in Italia: circa il 22% (erano il 26% nel 2019 e il 25% nel 2020) contro una media nazionale del 39%. Questo grazie soprattutto alla distrettualizzazione della rete, cioè il porzionamento degli impianti in distretti che consentono di isolare quel tratto e individuare subito la falla».

Sulla qualità: da bambini bevevamo l’acqua del rubinetto, quali sono, se ci sono, le controindicazioni?
«La qualità dell’acqua distribuita dagli acquedotti reggiani è assolutamente conforme ai parametri previsti per le acque destinate al consumo umano. Nessuna controindicazione: l’acqua distribuita è buona, sicura e controllata dalle analisi dei nostri laboratori Ireti, che vengono sempre aggiornate e sono consultabili online sul sito www.irenacqua.it. Ireti esegue numerose verifiche, in numero molto maggiore rispetto a quanto previsto dalla legge, sulla rete di distribuzione, sulle captazioni e sui quattro impianti di filtrazione che trattano le acque di una quindicina di pozzi (situati a Luzzara, Roncocesi, Quercioli e Arceto); i restanti pozzi e sorgenti, con acqua già adatta al consumo diretto, subiscono un solo trattamento di disinfezione per garantire la qualità microbiologica lungo la rete fino alle utenze. Da notare che quella della qualità non è un’autocertificazione: la stabilisce il Sian, il servizio igiene alimenti e nutrizione dell’Ausl».


Avete notato cambiamenti nelle falde?
«La nostra rete acquedottistica è estesa quasi 5mila chilometri : 4.350 di reti di distribuzione e quasi 650 km di reti adduttrici. A causa della scarsità delle precipitazioni, i livelli delle falde acquifere sono attualmente in calo rispetto alle annate precedenti e sono confrontabili con quelli registrati durante la siccità del 2017. Tuttavia i pozzi non hanno evidenziato diminuzioni eccessive di portata e non tutte le captazioni sono, per ora, utilizzate alla massima potenzialità. Anche le portate delle sorgenti sono in diminuzione, ma la numerosità e la potenzialità delle fonti ed i numerosi investimenti effettuati ogni anno permettono di assicurare la regolare distribuzione. È comunque in atto un controllo delle fonti che ha lo scopo di prevenire eventuali problemi, unito ad un continuo monitoraggio delle quantità di acqua immessa nella rete di distribuzione grazie alle centinaia di misuratori di portata installati sugli impianti. La rete provinciale è stata completamente distrettualizzata (unico caso in Italia). Questa caratteristica consente già oggi il controllo completo della rete idrica provinciale, compresa la città. La rete è stata suddivisa in 400 distretti (porzioni di acquedotto) che vengono monitorati 24 ore su 24. Già oggi, grazie alla distrettualizzazione, è possibile controllare la rete idrica per ovviare a eventuali perdite che andrebbero a compromettere maggiormente le riserve di acqua attuali; individuare tempestivamente eventuali anomalie dovute a guasti; regolare le pressioni di distribuzione, organizzare la ricerca perdite ed intervenire immediatamente per la riparazione. Le otto squadre tecniche di Ireti, quotidianamente impegnate sulle manutenzioni, hanno una capacità di 25-30 interventi di riparazione al giorno».

Le Casette dell’acqua: quante ce ne sono, dove sono, le quantità erogate?
«A partire dall’anno 2009 fino ad oggi sono stati installati sull’intero territorio 45 distributori di acqua pubblica che distribuiscono gratuitamente alla popolazione acqua naturale, refrigerata e frizzante senza alcun trattamento aggiuntivo rispetto all’acqua dell’acquedotto. Il servizio è molto apprezzato dai cittadini, come dimostrano i numeri relativi all’utilizzo: dal 2009 sono stati erogati 242mila metri cubi di acqua (pari a 242 milioni di litri), che hanno permesso di risparmiare 3,6 milioni di bottiglie di plastica, equivalenti a 128 tonnellate di polietilene, 243 tonnellate di petrolio e di 333 tonnellate di CO2 non emessa. Ogni giorno, nella nostra provincia, dalle casette vengono distribuiti circa 67.500 litri di acqua (che determinano un risparmio di 45mila bottiglie di plastica da 1,5 litri che non finiscono fra i rifiuti plastici).

A quanto ammontano gli investimenti sul ciclo idrico integrato?
«Ogni anno vengono effettuati decine di milioni di euro di investimenti sugli impianti e sulle reti di acquedotto per mantenerne l’efficienza, per garantire la qualità di acqua erogata, per ridurre le perdite, per aumentare i monitoraggi e per diminuire i consumi energetici. L’anno scorso sono stati investiti sugli acquedotti reggiani 20,3 milioni di euro. Fra i vari investimenti spicca quello dell’importante opera di interconnessione tra gli Acquedotti di Roncocesi e Reggio, quasi terminato».


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