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Quindicenne struprata dagli amici, solo uno vuole il confronto con lei

Ambra Prati

	La sede del Tribunale dei Minori a Bologna
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La sede del Tribunale dei Minori a Bologna

Uno dei tre compagni di classe della ragazza sceglie il processo con rito ordinario. L’iter giudiziario sarà più breve per gli altri due, che hanno optato per l’abbreviato

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Reggio Emilia Stupro di gruppo di una quindicenne da parte di tre coetanei compagni di classe: si dividono le strade – almeno quelle giudiziarie – dei tre imputati. Ieri al tribunale dei Minorenni di Bologna uno solo ha scelto il rito ordinario: il 25 gennaio 2023 inizierà il dibattimento, con l’esame dell’imputato e della parte offesa (la ragazzina). Prima di quella data si definirà la posizione degli altri due (tra i quali l’unico arrestato tuttora ai domiciliari), che invece hanno optato per il rito abbreviato.


La vicenda – talmente pesante da avere avuto una eco nazionale – risale a venerdì 28 gennaio, quando un gruppo di studenti di un istituto superiore cittadino (tre maschi e due femmine della stessa classe), complice uno sciopero, decidono di passare la mattinata nell’appartamento della madre di uno di loro a ridosso del centro: il programma innocente – confermato in modo unanime – è giocare alla play station e fare un giro ai Petali. Le ore nell’appartamento scorrono lente, perfino un po’ noiose, fino alla malaugurata idea di andare a comprare da bere: una bottiglia di vino e una di vodka alla pesca, acquistate in un market etnico delle vicinanze (che in seguito è stato chiuso per dieci giorni per aver venduto alcol a minori). Le due ragazze e il terzo studente bevono, il padrone di casa e il secondo coetaneo no. A una certa ora una delle ragazze se ne va a casa; il proprietario la accompagna alla fermata del bus, poi rientra.
La quindicenne restata in casa – al limite del coma etilico, come verrà riscontrato in seguito al pronto soccorso – rimane da sola con i tre maschi. E qui le versioni dei presenti divergono. L’unica cosa certa è che verso le 14 arriva una telefonata al 113: «Venite, mia sorella è stata stuprata». La sorella maggiore, dopo diverse richieste di aiuto a intermittenza, una volta capito dove si trova la quindicenne va a prenderla e la trovata in strada, in lacrime, sotto choc, con gli slip legati all’elastico dei pantaloni. I carabinieri, saliti nell’appartamento, trovano la porta aperta e nessuno all’interno; il padrone di casa viene rintracciato sul retro della palazzina, al telefono con il padre.


La quindicenne in caserma dichiara di avere avuto rapporti con tutti e tre ma di ricordarsi solo l’ultimo, il padrone di casa: «Era nudo sopra il mio corpo, ero priva di forze, mi ha provocato dolore».


Lo studente, per aver consumato la violenza da sobrio, viene incriminato subito e va ai domiciliari, tutelato dall’avvocato Giacomo Fornaciari. Il secondo, dalla posizione sospetta per i messaggi che scambia con il primo, difeso dagli avvocati Simona Magnani e Giulio Cesare Bonazzi si dice innocente: «Non c’entro, non ho visto niente. Ero sul terrazzo, chiuso fuori per un quarto d’ora». Stessa versione per il terzo difeso da Liborio Cataliotti.


Il 25 febbraio sono stati rinviati a giudizio tutti e tre con la medesima accusa: violenza sessuale aggravata (due le aggravanti, per aver abusato della minorata difesa dovuta all’ebbrezza e per l’età della vittima, minore di 18 anni).
Ieri il secondo 15enne, accompagnato dal padre e dai legali, è comparso a Bologna per il giudizio immediato. Gli avvocati hanno chiesto il rito ordinario subordinato all’esame dell’imputato e all’audizione (in forma protetta) della 15enne «perché a nostro avviso ci sono alcuni aspetti da chiarire»: il pm Filippo Santangelo ha acconsentito e il collegio presieduto dal giudice Francesca Salvatore ha fissato l’inizio del dibattimento per l’anno prossimo.


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