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Bibbiano

Si restaura la Madonna del Carmelo: il quadro ritroverà il suo splendore

Daniela Aliu

	Daniela Spelta: «La caratteristica principale è la presenza dello scapolare, una stoffa indossata dai monaci carmelitani sopra l’abito»
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Daniela Spelta: «La caratteristica principale è la presenza dello scapolare, una stoffa indossata dai monaci carmelitani sopra l’abito»

Il dipinto storico è stato affidato dal parroco alla restauratrice locale Daniela Spelta

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Bibbiano La Madonna del Carmelo, o del Carmine, nella storia dell’arte rappresenta la Madre di Dio e tutta la tradizione cattolica. Uno di questi quadri è “da sempre” nella chiesa della Santa Maria Assunta di Bibbiano. Da anni si trova in canonica, anche perché presenta diversi danni dovuti al tempo. Da qui l’idea del parrocco di Bibbiano, don Wojciech Darmetko di rivolgersi ad una mano esperta per un restauro completo dell’opera.
 

«Fin dal primo giorno del mio arrivo a Bibbiano nel grande salone, tra tante foto, quadri e quadretti, mi colpì un quadro di assai grandi dimensioni, ma in precario stato di conservazione, che rapresentava la Madonna elevata in cielo con il Bambino Gesù in braccio, chiamata Madonna del Carmelo – spiega il parrocco –. Mi dicevo: peccato che sia così malmesso, perché il suo posto è in chiesa, dove la gente possa pregare la Madonna e ammirarla; chissà se un giorno riusciremo a restaurarla. Dopo un appello rivolto ai parrocchiani affinché contribuissero alla riparazione, il mio sogno diventa realtà. Manca poco e il nostro gioiello ritornerà al suo posto, e noi tutti saremo felici di provare i benefici per la nostra comunità e gioire per la sua bellezza. Grazie per chi vorrà partecipare alle spese mancanti».

Nel laboratorio di restauro di via Venturi 47 la restauratrice Daniela Spelta da giorni ha preso in mano l’opera che raffigura la Madonna del Carmelo. Il dipinto religioso ha alcune caratteristiche uniche: «La caratteristica principale è la presenza dello scapolare, un termine che fa riferimento ad una stoffa indossata dai monaci carmelitani sopra l’abito e precisamente sulle scapole – afferma la restauratrice, che assieme ad altri si è documentata sull’origine del quadro –. Lo scapolare è composto da due piccoli lembi di lana marrone, di forma quadrata o rettangolare, dove all’interno sono presenti il monogramma ed emblemi mariani. Queste due stoffe sono tenute assieme da dei lacci. La rappresentazione iconografica classica della Madonna del Carmine è un’immagine che corrisponde alla tradizione diffusa dai carmelitani e che risale “molto probabilmente” ad un episodio avvenuto la domenica del 16 luglio del 1251, quando a San Simon Stock (generale e fondatore dell’Ordine dei Carmelitani, 1165-1265) apparve la Madonna, circondata da angeli e con il Bambino in braccio. Il Santo ricevette dalla Vergine lo scapolare indicato come un simbolo di protezione e salvezza eterna».

Nel dipinto della chiesa di Santa Maria Assunta di Bibbiano la Madonna è protagonista assoluta, figura unica e centrale. Come si nota, è in piedi su di un letto di nubi, elevata in cielo con il Bambino Gesù in braccio. Attorno, alcuni cherubini, tra loro in un dialogo di sguardi, assistono alla scena. La cromia dell’abito della Vergine è quella classica: il vestito rosa ad esprimerne l’umanità e il manto blu con il risvolto interno giallo, ad imitare la volta celeste, come appartenenza alla divinità di cui è stata rivestita quale madre di Cristo. Il velo bianco a ricoprirne il capo come simbolo di purezza, poiché fin dalla nascita Maria è stata concepita senza peccato, quello originale. Spicca lo sguardo della Vergine, frontale e rivolto direttamente allo spettatore che osserva il dipinto, serena e dolcissima con il capo leggermente inclinato, affiancato al volto in eguale postura del Bambino, come a rimandare direttamente al Figlio l’attenzione dell’osservatore.

Il Bambino bilancia l’equilibrio sul braccio della Madre; braccio dove è presente un piccolo telo bianco che parzialmente avvolge ed accoglie il corpicino seduto. Anche il Bambino sorride, ma lo sguardo è rivolto verso il basso.
Attualmente il quadro è nelle mani della restauratrice Daniela Spelta di Bibbiano. Il costo iniziale dell’intervento è di 4.000 mila euro, senza tenere conto di eventuali imprevisti durante il recupero dell’opera. «Manca poco e il nostro gioiello ritornerà al suo posto per il quale è nato, e noi tutti saremo felici di provare i benefici per la nostra comunità e gioire per la sua bellezza – dice il parroco –. Grazie per chi vorrà partecipare alle spese mancanti».
I cittadini che vorranno contribuire al recupero dell’opera potranno rivolgersi direttamente alla parrocchia di Bibbiano.

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