«Ti sfiguro con l’acido». Stalking condominiale: un 65enne alla sbarra
Il vicino di pianerottolo perseguita madre e figli
Reggio Emilia «Mi hai rotto. Te lo giuro sui miei figli che ti sfigurerò con l’acido». È una delle tante minacce che si è sentita rivolgere una donna marocchina, sposata con un italiano e madre di tre figli, diventata il bersaglio preferito del vicino di pianerottolo, un 65enne indiano che ha reso la quotidianità della famiglia un inferno. Il caso di stalking condominiale è finito ieri in tribunale: il 65enne è stato rinviato a giudizio per i reati di atti persecutori aggravati (l’aggravante consiste nell’aver commesso il fatto sui bambini minori), lesioni personali (stessa aggravante) e violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza.
All’epoca dei fatti – la denuncia è del novembre 2016 – la donna abitava in una palazzina in zona Ospizio, in un appartamento proprio di fronte a quello del 65enne. Quest’ultimo «con condotte reiterate e cadenza giornaliera» ogni volta che incontrava la vicina le rivolgeva frasi terribili, apostrofandola con insulti anche a sfondo razziale e dandole della poco di buono: «Ti spacco la faccia, io non danneggio ma ci metto una bomba sopra alla macchina», «smettila di tossire, non ti sopporto più, un giorno o l’altro ti taglio la gola», brandendo un coltellino che teneva nella tasca.
L’uomo «spiava e filmava con il cellulare, in più occasioni, lei e i figli, rivolgendo anche a loro ingiurie, sputando nella loro direzione e in una circostanza sottraendo le scarpe lasciate sullo zerbino, che venivano lanciate in strada»; e ancora il molestatore «si attaccava al il campanello sferrando calci e pugni contro la porta di ingresso», «si aggirava intorno all’auto della donna, parcheggiata nel cortile condominiale e trovata con graffi e segni». Un comportamento tale da provocare un perdurante stato di ansia e di paura nella donna che ormai temeva di uscire di casa al punto di cambiare le sue abitudini.
All’interno di questo quadro di “vicini serpenti”, di per sé inquietante, due episodi sono all’origine degli altri due reati: una volta il 65enne ha «lanciato sassi dal balcone» su uno dei figli e un amichetto che giocavano in cortile, colpendo il bambino alla testa (lesioni personali).
Un’altra volta l’uomo ha distrutto la posta della vicina lasciandola strappata nel cortile oppure nascondendola dentro al suo zaino; persino la moglie del 65enne ha confermato il comportamento scorretto del marito, affermando di aver visto nello zaino una lettera di Iren che lei hapoi riconsegnato alla vicina. Ieri davanti al gup Silvia Guareschi, il pm Piera Giannusa ha chiesto il giudizio immediato, l’imputato (tramite l’avvocato difensore Federico Fortichiari) ha scelto il rito abbreviato e la donna e i tre figli si sono costituiti parte civile (avvocato Giulia Incerti). Il processo è stato rinviato al 3 novembre.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
