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150 firme, un unico scopo: «La Panizzi resti aperta»

Gabriele Farina

	Uno spazio rinnovato all'interno della biblioteca Panizzi
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Uno spazio rinnovato all'interno della biblioteca Panizzi

Lettera alla giunta Vecchi e al Consiglio comunale

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Reggio Emilia «La biblioteca Panizzi resti aperta anche il pomeriggio». È la rivendicazione aperta di una lettera aperta alla giunta Vecchi, al Consiglio comunale e al direttore dello spazio culturale.


In calce alla lettera ci sono centocinquanta firme, raccolte – specificano gli organizzatori – in circa tre ore. La tesi di base è che la biblioteca chiusa al pomeriggio generi disagi per i frequentatori e non soltanto.

Gli scriventi temono uno «studio mattutino frettoloso» con conseguente peregrinazione pomeridiana alla ricerca di luoghi culturali aperti. «Chi non ha la possibilità di spostarsi è costretto a rimanere a casa – sottolineano gli scriventi – e i fatti della pandemia hanno già evidenziato la mancanza di spazi studio degni per molti e molti studenti nelle loro case».

I firmatari della lettera aperta ravvisano la chiusura anticipata di «un sano luogo di aggregazione» con una sottolineatura immediata: «In un’epoca di solitudine, già solo questo è uno scempio verso la collettività».

Gli scriventi rimarcano come chi lavora al mattino non può recarsi al pomeriggio in biblioteca, se la stessa è chiusa. Segue una critica politica. «Per il Comune di Reggio Emilia la cultura è qualcosa sul quale si può risparmiare nel momento in cui non genere un immediato ritorno economico – l’affondo nella lettera –. Francamente, non vediamo altro motivo per la chiusura pomeridiana se non un maldestro tentativo di risparmio».

Gli scriventi chiedono di ascoltare la voce degli utenti e del personale della Panizzi per ottenere un passo indietro almeno pomeridiano.

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