Scarpette sulla scalinata del municipio: «Stop agli abusi»
I comitati dei genitori: «Non è un raffreddore»
Bibbiano «Non è un semplice raffreddore: Bibbiano è una pandemia».
Ha esordito così Ernesto Emanuele, decano delle associazioni di genitori separati, dal palco allestito davanti al municipio dove, tre anni dopo lo scandalo sugli affidi, ieri si sono susseguiti gli interventi di avvocati ed esponenti politici.
L’appuntamento, la manifestazione nazionale delle associazioni per la bigenitorialità e dei genitori separati, ha radunato qualche decina di partecipanti provenienti da più città d’Italia.
«Dopo tre anni ci ritroviamo a Bibbiano perché al tribunale di Reggio è in corso un procedimento volto a riconoscere le responsabilità di chi ha operato per la sottrazione dei bambini: noi, con il coordinamento Colibrì siamo parte civile – spiega Roberto Castelli, presidente di “Genitori sottratti” e vicepresidente del coordinamento Colibrì che raccoglie associazioni di genitori separati –. Tre anni dopo questi fatti, quando ormai la gente si è dimenticata, noi siamo qui davanti al municipio perché, insieme ad altre associazioni, vogliamo portare un segnale di attenzione doverosa, perché tutti noi siamo impegnati nella tutela del minore. Siamo qui a rappresentare una parte di società indignata per il comportamento di alcuni operatori del sociale. Un altro aspetto su cui, dal nostro punto di vista, servono cambiamenti è che prima della comunità occorrerebbe fare riferimento al bacino famigliare. Se i genitori non sono ritenuti adeguati, se non lo sono davvero, esistono gli zii, i nonni, i cugini... Portare i bimbi nelle case famiglia, poi, significa spendere fino a 300 euro al giorno, quando con una somma più modesta si potrebbe aiutare la famiglia. Abbiamo invitato diverse personalità che oggi non sono presenti, tra le quali il sindaco di Bibbiano. Ci rendiamo conto che per loro può essere sconveniente essere qui, in una piazza dove potrebbero ricevere fischi, ma noi vogliamo essere aperti a tutti», chiosa Castelli.
«La politica non deve abbassare la guardia e distogliere l’attenzione dai tanti casi Bibbiano che si manifestano dove ci sono ostacoli alla difesa della famiglia», ha dichiarato il consigliere regionale della Lega Michele Facci che, assieme al consigliere comunale della Lega a Bologna, Matteo Di Benedetto, e al consigliere di Fratelli d’Italia Marco Lisei, è intervenuto alla manifestazione.
L’avvocato Gianni Casale ha sottolineato le difficoltà «nella difesa dei genitori quando si tratta di minori».
Tra i partecipanti, alcuni genitori.
«Combatto da 15 anni e, qui tra noi, ci sono mamme che da 10 anni non vedono i loro figli – racconta un papà, poco distante dal palco –. I problemi per me sono sorti da quando è nata mia figlia: la mia ex soffriva di una patologia, derivata da abusi subiti quando era piccola. Rispecchiava la figura di suo padre in me. Questi anni sono stati caratterizzati da denunce, ricevute e presentate. Nel frattempo mia figlia è stata data in affido».
Al termine della mattinata, i partecipanti si sono radunati davanti al municipio, deponendo sulla scalinata le scarpette bianche, simbolo dei bambini che sarebbero stati tolti illegalmente alle loro famiglie, secondo quanto ricostruito dalla Procura nell’inchiesta “Angeli e demoni”.
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