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Sorveglianza speciale per l’attivista autore del blitz no vax in Comune


	L’incursione in municipio a Reggio Emilia era stata ripresa con il cellulare e pubblicata su Telegram



	 
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L’incursione in municipio a Reggio Emilia era stata ripresa con il cellulare e pubblicata su Telegram  

Il provvedimento preso a Modena nei confronti di Marcello Scunzani, 45 anni

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Reggio Emilia Il Tribunale di Bologna (Sezione Misure di Prevenzione) ha accolto la proposta avanzata dal questore di Modena e ha quindi adottato la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza.

È il provvedimento nei confronti di Marcello Scunzani, 45enne, noto attivista modenese “no vax”.
Lo stesso Scunzani, l’8 febbraio scorso, insieme al reggiano Alan Devis Bertoni, con la scusa di dover effettuare un intervento, erano riusciti a entrare in municipio al momento chiuso al pubblico. Una volta entrati, naturalmente senza mascherine, avevano affrontato in modo provocatorio gli addetti della portineria. L’intera incursione era stata ripresa con il cellulare e pubblicata su Telegram.

E ora è arrivata nei confronti di Scunzani la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, durante tutto il periodo pandemico ha mantenuto «condotte reiterate atte a offendere o mettere in pericolo la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica, sfociate in più azioni criminose (minacce, molestie, stalking, violenza privata, oltraggio, interruzioni di pubblico servizio, istigazione a delinquere), perpetrate di volta in volta nei confronti di operatori sanitari, personale scolastico, personale ferroviario, commercianti, addetti a pubblici uffici, comuni cittadini, oltre che autorità e forze dell’ordine».

Queste condotte, sistematicamente documentate, venivano divulgate dal prevenuto sul web attraverso strumenti informatici, spesso all’insaputa e comunque senza il previsto consenso delle persone con le quali lo stesso interloquiva, in azioni di propaganda volte a sollecitarne l’emulazione.
Con la misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, l’autorità giudiziaria ha disposto l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza e specifiche prescrizioni di condotta per la durata di un anno.

La proposta della misura di prevenzione è stata istruita dalla Divisione Anticrimine della questura di Modena, nell’ambito di un’attività «per l’adozione di strumenti efficaci di prevenzione, per garantire le generali esigenze di tutela della collettività».
Nel primo semestre di questo anno, le posizioni soggettive riguardanti Marcello Scunzani, al termine dell’attività operativa e di indagini svolte sul territorio dell’intera provincia modenese dalla polizia di Stato, dalle altre forze di polizia e dalle polizia locali, ha dato luogo complessivamente all’adozione di 147 misure di prevenzione, di cui 27 ammonimenti, ascrivibili a condotte di violenza di genere, in ambito familiare e condominiale, 31 avvisi orali nei confronti di autori di reati che perseverano in condotte criminose, 76 fogli di via obbligatori, nei confronti di autori di illeciti consumati su questo territorio, rimpatriati nei comuni di residenza, con correlati divieti di ritorno da 1 a 3 anni tra cui i rave di inizio anno di Campogalliano, 4 Daspo per violazioni della normativa sulla sicurezza degli eventi sportivi di durata da 1 a 2 anni, e 9 Daspo urbani, di cui 6 per risse a ridosso di pubblici esercizi, con interdizione a frequentare determinati locali.

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