Travolto in bici a 16 anni
Così è morto Karamveer Singh, allievo del Cfp È stato investito di notte da un Suv mentre era con degli amici
Guastalla Tragedia della strada nella notte tra sabato e domenica verso mezzanotte sulla Sp42 alle porte di San Benedetto Po, nel Mantovano, dove un ragazzo di 16 anni, residente a Pegognaga, è stato travolto e ucciso da un Suv Mazda CX-5. La vittima è Karamveer Singh, che frequentava il Centro Formazione Professionale Bassa Reggiana di Guastalla, dove aveva concluso con successo il secondo anno del corso di meccanica.
Il giovane avrebbe dovuto compiere 17 anni il 26 luglio prossimo. Già in famiglia e con gli amici stava organizzandosi per fare festa. Il padre Rajvinder Singh è operaio in un’azienda agricola, ma da qualche settimana era assente dal lavoro perché a breve dovrà sottoporsi a un’operazione all’anca. La madre Rajwinder Kaur è casalinga. Karamveer aveva anche una sorella, Komalpreet Kaur, 19 anni, che si è diplomata all’istituto “Manzoni” del liceo di Scienze umane.
Per cause in corso di accertamento, sulla Sp 42, in sella alle loro biciclette, viaggiava un gruppetto di amici che volevano andare in un locale in riva al Po. All’improvviso, dalla stessa direzione, è sopraggiunto il Suv che ha travolto il 16enne. Nel violentissimo schianto il giovane è stato caricato sul parabrezza e lanciato a decine di metri dal punto dell’impatto, finendo su un albero che costeggia l’argine, per poi precipitare nella scarpata.
Gli amici disperati hanno dato l’allarme. Inutili i soccorsi: per il ragazzo non c’era più nulla da fare.
Sono in corso accertamenti su chi conducesse il Suv, che si sarebbero allontanato per tornare pochi istanti dopo sul posto dell’incidente. I carabinieri di San Benedetto Po indagano sull’episodio.
La famiglia di Karamveer abita a Pegognaga, in via Bruno Rossi al civico 4, ma ieri mattina i genitori e la sorella si erano spostati nella casa di fronte, al civico 1, dove abitano altri parenti. Dalle finestre al secondo piano si sentivano solo lamenti e pianti di disperazione. La famiglia è distrutta da un inconsolabile dolore.
A portare ai genitori la tragica notizia della morte del figlio sono stati i carabinieri di San Benedetto Po. Si sono abbracciati e hanno pianto insieme.
La comunità indiana di Pegognaga è in lutto e, assieme a quella del centro laurenziano, è pronta a supportare la famiglia così duramente colpita dalla morte del loro figlio.
Karamveer, per gli amici semplicemente “Kara”, era un ragazzo socievole e benvoluto. Sempre pronto e disponibile ad aiutare la famiglia e i tanti amici di cui si circondava e che gli volevano un mondo di bene.
«Era un ragazzo testardo – dice un’amica di famiglia – ma faceva parte del suo carattere, orgoglioso ma con un cuore d’oro. Alcuni suoi amici lo definivano un’anima libera. E ora sicuramente lo sarà».
Ieri mattina alcuni amici di “Kara” si sono recati a casa dei genitori per testimoniare il loro dolore.
Cordoglio alla famiglia è stato espresso da Matteo Zilocchi, sindaco di Pegognaga, che con un post su Facebook scrive rivolgendosi ai concittadini: «È il momento di stringersi intorno alla famiglia e di pregare per loro». E il lutto si estende anche nel Reggiano, dove il giovane frequentava la scuola. La salma è ancora a disposizione della procura per eventuali ulteriori accertamenti autoptici, custodita in una delle camere ardenti dell’ospedale “Carlo Poma” di Mantova. I funerali, pertanto, non sono ancora stati fissati dalla famiglia.
Il suv e la bicicletta sono sotto sequestro, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Si trovano nel deposito del Soccorso stradale Ferrari di San Benedetto. l
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