Via Giorgione dice “basta” «Ostaggio delle baby gang»
Gli esercenti della traversa di via Emilia San Pietro si ribellano alle bande: «Le forze dell’ordine fanno il massimo. Devono intervenire le famiglie»
i Gabriele Farina
Reggio Emilia Stanchi, offesi, minacciati. Gli esercenti di via Giorgione si ribellano contro le bande giovanili e il degrado in generale.
I commercianti della strada laterale di via Emilia San Pietro sono corsi ai possibili ripari: segnalando gli episodi alle forze dell’ordine ed escogitando espedienti per non ritrovarsi faccia a faccia con presenze sgradite dopo il tramonto.
«Sono stati smantellati due gruppi – denuncia un’esercente – ma ne è arrivato un terzo. Al sabato pomeriggio ci sono spesso risse. Noi siamo costretti a chiudere prima d’inverno».
La scelta è condivisa da diverse attività della zona. Meglio perdere mezz’ora di lavoro, abbassando la saracinesca alle 19 e non alle 19.30, che dover affrontare gruppi di giovani, sia italiani sia stranieri, spesso formati da numerosi minorenni.
«C’è una baby gang che c’è cerca la sfida», sottolinea un commerciante. L’esercente domanda di non citare né il nome né il negozio per timore di ritorsioni.
«Non avrei paura di affrontarli uno contro uno – precisa l’esercente – ma non è così che funziona. Se magari gli dici qualcosa tornano in 15 il pomeriggio dopo e ti spaccano una vetrina».
Basta fare pochi passi per incontrare una testimonianza simile. «L’altra volta ho parlato con un giovane fuori dal negozio che stava andando in escandescenza – ricorda un’altra esercente – gli ho detto di tranquillizzarsi un attimo. Mentre gli parlavo, gli ho sfiorato il braccio. A quel punto, ha alzato ancor di più il tono della voce e ha affermato che non potevo toccarlo perché sono una donna».
Nessuno dei tre esercenti incolpa le forze dell’ordine per la situazione. «La polizia passa molto spesso dopo che è stato presentato l’esposto – ribadisce il secondo esercente –. Il problema è un altro: non appena vedono gli agenti, i giovani scappano. Il passaggio delle pattuglie è un deterrente. I giovani sanno però di essere impuniti».
Il senso di impunità è imperante dalle testimonianze raccolte. «La vera domanda non è cosa fanno i giovani – sostiene la terza esercente – ma cosa fanno le famiglie. Quando i figli ricevono una segnalazione e tornano a casa, i genitori sono soddisfatti? Cosa dicono ai figli?».
Le testimonianze degli esercenti sono accompagnati dai gesti. C’è chi indica l’angolo tra via Giorgione e via Emilia San Pietro per mostrare punti utilizzati come orinatoi all’aria aperta e chi pone l’attenzione su un’area privata. È il condominio San Girolamo, compreso tra i civici 3 e 5 di via Giorgione.
La sbarra che delimita l’area non serve a mettere al bando presenze non autorizzate e le segnalazioni non mancano, tra vomito, vetri rotti, bivacchi e altro ancora.
In senso più esteso, la zona di via Giorgione è indicata come un terreno di spaccio, di appostamenti e di furti. «Una volta hanno fatto a botte davanti al mio negozio – sottolinea Andrea Chiavolelli – e poi sono andati via. Per loro è un divertimento».
Vi sarebbero poi i questuanti che chiedono i soldi «in modo aggressivo». Un’esercente sottolinea di dover aver scortato una cliente all’uscita del negozio perché la stessa si sentiva intimorita da un gruppo di giovani.
«Quando terminiamo la giornata c’è il timore che vi sia gente alticcia o scalmanata – interviene ancora Chiavolelli – e non è certamente il massimo».
Numerosi commercianti affermano di aver sottoscritto l’esposto presentato in Questura, all’Arma dei Carabinieri e al Comando della Polizia Locale di Reggio Emilia. «Molte volte si concentrano presso il centro commerciale – evidenzia un esercente –. Ci sono diverse tipologie di soggetti, dalle bande giovanili agli adulti, a volte nordafricani. Dopo le segnalazioni, gli eventi si sono un po’ diradati. Chiaramente un maggior controllo nelle ore serali sarebbe gradito».
Molti esercenti rimarcano che la realtà osservata in via Giorgione è per molti aspetti simili agli scenari presenti in via Roma e al parco del Popolo. Prima di congedarsi, un’esercente afferma con spirito indomito: «Mi raccomando, non dite che abbiamo paura oppure si galvanizzano ancora di più».l
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