Il caro energia in Comune costa cinque milioni in più
Via libera in consiglio comunale alle variazioni di bilancio.
Reggio Emilia Per far fronte all’impennata del costo dell’energia il Comune ha bruciato quasi tutto l’accantonamento del bilancio 2021. Il caro energia secondo le stime del Comune nel corso dell’anno farà segnare un aumento di oltre 5 milioni, portando il totale a 1,5 milioni di euro. Rispetto al 2018 nell’anno in corso si registrerà un incremento del 60% per l’illuminazione pubblica e del 124% per le altre utenze elettriche. Aumenti che sono in linea con quelli subiti da famiglie e imprese e che hanno incluso anche sulle società partecipate.
A illustrare i dati della variazione di bilancio approvata ieri in consiglio comunale, sono stati ieri mattina il sindaco Luca Vecchi e l’assessore al Bilancio Daniele Marchi che hanno sostenuto «la necessità di un intervento robusto da parte del Governo a fronte del fatto che nei soli primi cinque mesi dell’anno è stato utilizzato tutto il budget dedicato al costo dell’energia e del gas». Una situazione che non solo ha inciso sui conti comunali ma anche sui servizi sociali. «Nei primi cinque mesi del 2022 – ha detto Marchi – sono già stati erogati ai nuclei familiari in difficoltà contributi destinati al pagamento delle bollette per oltre la metà del budget di 900.000 euro previsto per l’intero anno». Il sindaco ha poi denunciato l’esiguità del trasferimento ministeriale al Comune che «ad oggi è ari a 480mila euro. Come Comune abbiamo messo in campo risorse proprie per circa 4,5 milioni di euro, inclusi i circa 1,8 milioni di euro già accantonati per i costi dell’energia, vale a dire buona parte dell’avanzo del bilancio precedente e con la previsione di prevedere la necessità risorse ulteriori».
Vecchi e Marchi hanno anche «escluso un taglio di aiuti e servizi alle famiglie, ma ad oggi i ristori provenienti dallo Stato coprono a malapena il 10% della spesa che stiamo sostenendo e dovremo sostenere. Dal Governo serve un aiuto maggiore a sostegno degli enti locali e quindi delle famiglie». Il sindaco infine ha sottolineato «la necessità di sostenere il Governo Draghi» e ha rimarcato che «solo i sindaci di Casalgrande e Bagnolo in Piano non hanno firmato l’appello al premier a continuare la propria azione di governo». Se si sommano il fabbisogno del Comune e quello delle partecipate, ha poi concluso Marchi, «circa il 93% delle risorse è assorbito dal caro energia, in una manovra del valore complessivo di circa 7 milioni di euro, “coperti” all’80% dall’avanzo di bilancio 2021 e circa il 20% da trasferimenti vincolati».
Questi i costi ripartiti. Per l’illuminazione pubblica dai 4,4 milioni di euro del 2018 si è passati ai 7milioni di euro del 2022 con un aumento del 60,57%. Per la gestione del calore si è passati dai 2,1 milioni del 2018 ai 2,8 milioni di euro per il 2022. Per l’energia elettrica nel 2022 previsto un aumento del 124,18% e pari a 3,1 milioni rispetto agli 1,4 milioni del al 2018. Complessivamente il totale delle spese aggiuntive è di 4,3 milioni solo per i contratti siglati dal Comune con l’importo per il 2022 stimato in 13.5 milioni.
Sono inoltre effettuate alcune integrazioni al budget previsto per le società partecipate fra cui 500.000 euro per Istituzione Scuole e Nidi dell’infanzia, 829.000 euro per Asp Città delle Persone, 345.600 euro per Fondazione per lo Sport e 300.000 euro per Fondazione i Teatri. Da ultimo a settembre ci sarà anche una verifica sui costi delle opere pubbliche già in fase di realizzazione e anche in questo caso il timore è che ci sarà un incremento del 20- 30% a seguito dell’aumento delle materie prime.
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