Gazzetta di Reggio

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L’episodio ieri a Reggio Emilia

No Vax, imbrattata la sede dell’Ordine dei medici

Alice Benatti
No Vax, imbrattata la sede dell’Ordine dei medici

La presidente Ferrari: «Da eroi ora passiamo come assassini»

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Reggio Emilia Spetterà alla Digos individuare gli autori delle scritte intimidatorie comparse ieri mattina su muri, porte e pavimenti della sede dell’ordine dei medici di Reggio Emilia ma la “firma” (una doppia V racchiusa da un cerchio di colore rosso, simbolo probabilmente ispirato al celebre capolavoro di James McTeigue “V per Vendetta”) è quella della setta no vax e negazionista nota come ViVi (V_V). Gruppo che ha già fatto parlare di sé per episodi pressoché fotocopia in altre città d’Italia e che solo a maggio a Reggio Emilia aveva colpito la Camera del Lavoro di via Roma. Questa volta a finire nel mirino di alcuni dei suoi affiliati (si fanno chiamare “guerrieri”) sono stati i medici reggiani a favore dei vaccini. «Nazisti», «Il vax uccide», «È da assassini negare i danni dei vaccini» sono alcuni dei messaggi con cui hanno imbrattato lo stabile di via Dalmazia.

Ma non solo: sempre ieri mattina fuori dagli ambulatori di diversi medici di famiglia reggiani sono comparsi manifesti no vax dal medesimo tono accusatorio.

«Ci ha fatto male. L’abbiamo presa malissimo perché questa è la nostra casa» sono state le prime parole della presidente dell’ordine dei medici Anna Maria Ferrari. «Non siamo i primi ad essere colpiti da questa associazione – ha sottolineato – e non posso neanche dire che non ce lo aspettassimo dato che le sospensioni dei medici legate al vaccino hanno creato un clima pesante a livello provinciale come nazionale».

Una quarantina i medici che nella nostra provincia risultano attualmente sospesi dall’albo per il mancato rispetto dell'obbligo vaccinale.

«Quello che più ci sconvolge – ha continuato Ferrari – è il fatto di essere passati da eroi ad assassini in così poco tempo. E posso dire che eroi lo siamo stati e lo siamo ancora adesso. Questo tipo di violenza si somma alle altre che subiamo quotidianamente. Ormai si è creato un clima difficile per noi medici».

Dopo la denuncia alla questura l’Ordine reggiano attende il via libera per rimuovere la vernice rossa con la quale sono state imbrattate anche alcune porte di condomini che vivono nello stabile, dove non si registra la presenza di telecamere di videosorveglianza.

Non ci saranno dunque le immagini dell’esterno dell’edificio ad aiutare gli agenti della Digos ad individuare gli autori del raid vandalico messo a segno probabilmente nella notte.

«Devono essere considerate vere e proprie aggressioni contro i sanitari» ha affermato Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale Ordine dei medici, Fnomceo, nell’esprimere solidarietà alla presidente dell'Omceo reggiano Anna Maria Ferrari e a tutti i colleghi.

«È profondamente ingiusto che l’attività degli Ordini e dei medici sia denigrata in maniera così vile e odiosa. Ci auguriamo che i responsabili siano identificati e che la giustizia faccia il suo corso», ha aggiunto.

Solidarietà è stata espressa anche dal Comitato Centrale e da tutti i Presidenti del Consiglio Nazionale. 
 

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