Il maxi black out e i rimborsi. «Analizzeremo caso per caso»
Federconsumatori annuncia l’intenzione di fare un’istruttoria
Reggio Emilia «Bisogna fare un’istruttoria e capire meglio». Lo dice Rino Soragni, presidente Federconsumatori, in relazione al black out che martedì ha colpito Reggio Emilia a causa delle temperature torride che mettono sotto stress la rete elettrica. Un problema con cui il Paese fa i conti da tempo e che martedì ha bussato alla porta della nostra provincia, dove a partire delle 13 il guasto a una centralina in via Gorizia ha lasciato migliaia di reggiani senza corrente. Dal centro storico al quartiere Orologio, dall’area intorno alle poste di via Kennedy fino a diverse zone della provincia quali Coviolo, Montecavolo, Codemondo, Pieve Modolena, Cavriago e Puianello.
Una quindicina gli interventi dei vigili del fuoco per persone bloccate negli ascensori. Ma anche semafori in tilt, negozi al buio, aziende metalmeccaniche con macchinari fermi, supermercati alle prese con bilance pesa alimenti e affettatrici fuori uso. In una nota E-Distribuzione, società del gruppo Enel che gestisce la distribuzione di energia elettrica, ha fatto sapere di avere rialimentato il 90% della clientela (dunque abitazioni ma anche ditte, negozi...) in un’ora e mezza. La luce ha però continuato ad andare e venire per le due ore successive.
Se per molti il piccolo disagio di ieri è già nei ricordi (del resto, in alcuni casi, il blackout è durato meno di mezz’ora), chi a causa dell’interruzione della corrente ha avuto importanti danni economici è ben lontano dall’archiviare la questione. Come Maria Antonietta Iembo, titolare de “L’angolo del gelato” in piazza San Prospero a Reggio, che martedì ha dovuto buttare circa un quintale di prodotto disciolto tra gelato e granita. E ora vuole essere risarcita. «Qualcuno dovrà pagarci», la speranza affidata al nostro giornale. E basta questo per immaginare quante altre gelaterie reggiane hanno subito la stessa sorte. «Vedremo come fare per il risarcimento dei danni», le parole di un altro commerciante, Angelo Melli dell’omonimo panificio in centro storico, per cui il blackout ha significato perdere il lavoro del pranzo.
Eppure il disagio reggiano di martedì con tutta probabilità non sarà risarcito. Sebbene la società fornitrice di energia precisi che «Enel considera disservizio qualsiasi disagio del cliente», la normativa non lo monetizza: le interruzioni che si sono verificate in provincia non sono infatti considerate abbastanza lunghe dall’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera), che fissa a otto le ore minime consecutive senza corrente dopo le quali scatta il rimborso nei Comuni con più di 50mila abitanti. Dodici ore per i clienti di Comuni con un numero di abitanti compreso tra 5mila e 50mila.
Federconsumatori Reggio Emilia conferma che, nonostante il disagio sia comprensibile, «la legge è molto chiara», soprattutto se la responsabilità dei disservizi è dovuta a una situazione climatica eccezionale come quella che stiamo vivendo (leggasi caldo record). «Bisogna fare un’istruttoria e capire meglio», dice Rino Soragni, presidente dell’associazione di consumatori, che si dice comunque pronta all’ascolto e a vedere caso per caso. Nei prossimi giorni sapremo come si sono mossi i cittadini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
