Gazzetta di Reggio

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Vertenza Grissin Bon

«Interinali a tempo indeterminato. Un precariato sempre più stabile»

Serena Arbizzi
«Interinali a tempo indeterminato. Un precariato sempre più stabile»

Le testimonianze dei lavoratori assunti da un’agenzia: «L’azienda parlava di contratto dopo la pensione dei più anziani, così non è stato»

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Sant’Ilario «Ci avevano promesso che quando gli addetti più anziani sarebbero andati in pensione, noi saremmo stati assunti, ma così non è stato, almeno nel mio caso. Ora lavoro in azienda da cinque anni, da due con un contratto a tempo indeterminato con l’agenzia. Un precariato sempre più stabile». Dei 260 dipendenti della Grissin Bon, un numero consistenti, fra i 40 e i 50, lavora con un contratto stipulato da un’agenzia interinale. Di questi, una ventina sono in staff leasing, ossia assunti a tempo indeterminato. Un precariato reso stabile, in altre parole. Nella vertenza che agita i lavoratori dell’azienda – lunedì c’è stato il presidio davanti allo stabilimento – anche questo è uno dei temi. Un limbo, legittimo secondo il Decreto Dignità, ma che i lavoratori sperano si trasformi in un’assunzione da parte dell’azienda.

«Nonostante io lavori qui da cinque anni – continua una lavoratrice – non abbiamo ancora concretizzato la promessa dell’assunzione da parte dell’azienda. Non è la sola richiesta avanzata. Il mio luogo di lavoro, infatti, è sulla linea di confezionamento: è molto faticoso, soprattutto per la temperatura. Ci troviamo proprio vicino al forno da cui escono i prodotti e il nostro compito è inserirli nelle scatole. Al mattino si resiste, ma al pomeriggio, il turno che inizia alle 14 e finisce alle 22 si trasforma in un inferno: il caldo diventa insopportabile. Abbiamo ventilatori che spingono verso l’alto l’aria fresca, ma non è sufficiente e poi può essere dannoso. Si tratta di un’aria che si può rivelare molto fastidiosa, infatti. A volte ci viene la cervicale o altri disturbi. Risolto un problema, insomma, se ne crea subito un altro», conclude la donna.

Un altro lavoratore assunto con un contratto interinale racconta la sua situazione in azienda.

«Lavoro alla Grissin Bon da quattro anni e mezzo – spiega l’addetto – Il primo anno l’ho trascorso tra un rinnovo e l’altro del contratto per qualche mese. Poi, con il Decreto Dignità di Di Maio trascorso un anno l’azienda ha dovuto decidere: o dentro o fuori. Sono stato assunto dall’agenzia, che si è presa anche delle responsabilità in carico. In caso di licenziamento di un lavoratore, ad esempio, l’agenzia dovrebbe trovargli un impiego o sostenere comunque un minimo previsto dal contratto, finché non si trova una nuova mansione. In certi casi le assunzioni sono state fatte, ma nel mio questo proposito non si è avverato e anche ora la vedo dura».

Lo sciopero di lunedì mattina ha messo in evidenza tutti questi aspetti su cui Flai Cgil e Fai Cisl contano di fare chiarezza.

Alla base della mobilitazione, la vertenza, attualmente in corso che riguarda la mancata adesione formale al contratto collettivo nazionale dell’industria alimentare del 31 luglio di due anni fa da parte dell’azienda e il corretto e pieno riconoscimento dei rappresentanti sindacali interni. «Sul tavolo – spiegano le sigle – anche il tema del micro clima all’interno dei reparti dove si registrano temperature insopportabili, con grave rischio per la salute dei lavoratori».

Altro nodo irrisolto, come dichiarato dagli stessi lavoratori, è la richiesta dell’avvio di un percorso di stabilizzazione del personale assunto con il contratto di staff leasing, ovvero a tempo indeterminato dall’agenzia, pratica che rende, di fatto, stabile la precarietà lavorativa di circa un terzo della forza lavoro impiegata in azienda.

«Nel corso di un incontro tenuto con l’azienda non è arrivata alcuna prospettiva di apertura sui temi indicati – spiegano Flai Cgil e Fai Cisl – né sono state fornite motivazioni valide a sostegno delle posizioni espresse e la Rsu dopo aver proclamato uno sciopero di due ore l’8 luglio scorso, connotato da un’ampia partecipazione da parte dei lavoratori, ha proclamato lo sciopero e il presidio che si sono svolti lunedì». 


 

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