Gazzetta di Reggio

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Il caso

Lettera anonima e diffamatoria all’Unione Pianura che ora querela

Serena Arbizzi
Lettera anonima e diffamatoria all’Unione Pianura che ora querela

Accuse pesanti sul concorso per diventare istruttore bibliotecario

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Fabbrico Una lettera anonima inviata a più destinatari, che contiene accuse pesanti contro la commissione del concorso pubblico per diventare istruttore direttivo bibliotecario e culturale a Fabbrico.

Questo il contenuto di una raccomandata pervenuta all’Unione Comuni Pianura Reggiana, che ha subito provveduto a sporgere querela per venire a capo di quello che è già diventato un caso.

La lettera è stata consegnata nei giorni scorsi all’ente: dalla raccomandata non è possibile risalire al mittente, che non ha lasciato tracce di sè, ma, da quanto c’è scritto, il motivo per cui è stata inviata all’Unione è molto chiaro.

Nella missiva, infatti, si fanno ipotesi molto dure, respinte completamente dall’ente, sulla gestione del concorso, suddiviso in una fase scritte e una orale. Ipotesi che hanno mandato su tutte le furie chi ha lavorato per predisporre il bando e garantire che venisse svolto, nonostante le modalità imposte dalla pandemia.

«Abbiamo sporto una querela verso ignoti per tutelare l’onorabilità dell’ente – spiega Luca Nasi, sindaco di Rolo e attuale presidente dell’Unione –. I nostri funzionari hanno operato in modo del tutto regolare, come stabilito dalle norme. Questo si deve sapere. Nella lettera, quindi, si ipotizza un modo di agire che è completamente al di fuori del nostro procedere. E mi chiedo come si possa arrivare a maturare un pensiero simile, se si conoscono le regole che stanno alla base di questo concorso. Tra l’altro, il gesto compiuto dal mittente della raccomandata anonima, è stato composto da più fasi e non è stata, dunque, un’azione istintiva».

Nasi è preoccupato per i sintomi che fa trapelare un gesto simile, rivolto, per di più, a un’istituzione pubblica.

«Probabilmente, può essere stato qualcuno rimasto deluso dal concorso – aggiunge – ma di certo non è questo il modo giusto per esprimere la propria opinione. E questo è un campanello di allarme molto chiaro, purtroppo, del clima di realtà sociale che si respira intorno. Un clima difficile che può portare a reagire così».

L’Unione ha dunque deciso di sporgere querela per questo, ma anche per altri motivi.

«Rivolgendoci a un legale, intendiamo tutelare anche i candidati che hanno partecipato in modo rispettoso alla selezione – rimarca Nasi –. Nonostante le difficoltà che comporta la pandemia, non si sono tirati indietro, anzi, hanno dimostrato la disponibilità ad adattarsi a questi cambiamenti. E noi, dal nostro canto, abbiamo proposto tantissimi concorsi, in numero crescente rispetto ad enti talvolta più grandi del nostro, malgrado gli sforzi che ciò comporta anche per l’ente pubblico». 


 

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