Andrea Rossi (Pd): «E da una parte dell’emiciclo arrivano applausi ipocriti»
L’intervento del parlamentare di Reggio Emilia
Reggio Emilia «L’ipocrisia di applausi timidi e poco convinti proviene da una parte dell’emiciclo, con il tentativo grottesco, da parte di alcune forze politiche, di ribaltare la realtà di quanto accaduto: le stesse forze che sono responsabili della caduta di questo governo e con esso del presidente del Consiglio Mario Draghi. Sono il segnale dell’evidente imbarazzo che alcune rappresentanze politiche, ben consapevoli della situazione economica e politica, sanno di avere generato come danno al Paese, alle imprese e alle famiglie tutte. Infatti, non c’è e non esiste altra verità se non quella oggettiva che si è manifestata durante il voto; ed è quella di chi ha deciso di togliere la fiducia al governo Draghi, non raccogliendo, anzi ignorando di proposito centinaia di appelli che sono arrivati in questi mesi e questi giorni, provenienti da migliaia di sindaci, forze imprenditoriali, forze economiche, sociali e del terzo settore. Si tratta dunque di tre partiti: Cinque stelle, Lega e Forza Italia. E la legislatura si chiude esattamente come era iniziata nel 2018, con un parlamento a forte maggioranza sovranista e populista, che aveva dato vita al primo governo Conte, il cosiddetto governo giallo-verde; nel 2022, la stessa alleanza sovranista e populista ha deciso di mandare a casa una figura come quella di Draghi, autorevole protagonista istituzionale dal febbraio 2021. Proprio lui, a cui vanno i nostri sentiti ringraziamenti, ha contribuito ad accompagnare questo Paese in un momento difficile, in una fase emergenziale causata dalla pandemia, dall’allerta economica e sociale e dalla guerra: fattori che hanno messo a dura prova il complesso articolato della nostra società. Oggi però la sfida che abbiamo davanti, e che va condotta a testa alta, con la coerenza delle nostre idee e con gli impegni che ci siamo presi sostenendo Draghi, è quello di svolgere in questi mesi una campagna elettorale dove lo spartiacque chiaro, senza se e senza ma, sarà da una parte tra le forze europeiste che hanno sostenuto con lealtà questo governo e le forze sovraniste e populiste dall’altro, che in diverse occasioni non hanno mai mancato di esibire una foto con lo zar di Russia Vladimir Putin. La sfida, seppure in un clima stranamente balneare, sarà affascinante e la giocheremo tutta, fino in fondo, fino all’ultimo voto. Purtroppo percepisco nei commenti di queste ore una generalizzazione su un’intera classe dirigente politica, che ha compiuto una scelta fragorosa contro gli interessi italiani; ritengo che sia ora, al momento del voto, di distinguere tra coloro che si sono resi colpevoli di affossare, per egoismo politico, un progetto di rinascita del Paese, rispetto a coloro che hanno sostenuto con forza una visione europeista, ottimista e di rilancio attraverso la figura di Draghi. Perché da parte del Pd, come ha ricordato il segretario Enrico Letta: «Non siamo come gli altri, chi si è assunto la responsabilità di fare un danno al Paese nelle urne dovrà pagarne le conseguenze, noi abbiamo deciso di scegliere l’Italia». l
Andrea Rossi, parlamentare Pd
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