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Crisi di governo

Eboli e Aragona (Fdi): «La parola torna al popolo sovrano»

Roberto Fontanili

	Marco Eboli, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia



	 
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Marco Eboli, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia  

Fiorini (Lega): «Colpa del M5s»

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Reggio Emilia Per il coordinatore provinciale Fdi Alessandro Aragona e quello comunale Marco Eboli, con le dimissioni di Mario Draghi si torna a dare «la parola la popolo sovrano». «Il Governo Draghi – scrive Fratelli d’Italia – si avvia alla conclusione della sua esperienza di Governo, Fdi che non lo ha votato ma si è sempre comportata da opposizione intransigente ma rispettosa non può che essere lieta del fatto che questa legislatura sia terminata e la parola, come avviene in tutte le democrazie, torni agli elettori. Ci sentiamo di sottolineare quanto sia importante, che vi sia una larga partecipazione. Ci sentiamo di smentire le previsioni apocalittiche che il Pd in particolare sta diffondendo». Per di due esponenti di Fratelli d’Italia, «Draghi resterà al governo sino al conferimento di un nuovo incarico dopo le elezioni. Il suo prestigio e una rodata macchina tecnica governativa consentiranno di ottenere le tranche di fondi europei del Pnrr. Se ciò non dovesse avvenire sarebbe esclusivamente per indebite ingerenze europee nella politica italiana che non sarebbero né comprensibili, né tollerabili».


Nei prossimi giorni, conclude la nota, «Fdi si attiverà per far sentire la propria voce con l'obiettivo di riprendere, anche nella nostra realtà, con più vigore, l'alleanza di centrodestra, che auspichiamo si presenti unità e determinata per vincere e governare l'Italia».
Benedetta Fiorini, la parlamentare eletta in Forza Italia e poi passata alla Lega, ha affidato a un post la sua soddisfazione, condita dall’accusa al M5s di essere l’unico colpevole di quanto accaduto e al Pd aver voluto affrontare il tema della legalizzazione della cannabis e lo Ius Scholae.

«Come Lega – scrive – per oltre un anno, con grande responsabilità e rispetto del Paese, abbiamo dato pieno sostegno al Governo Draghi. Al contrario di chi invece, tra Ius Scholae, legalizzazione della cannabis ed i vari tentativi di inserire nuove tasse, ha sempre lavorato per i propri interessi, che ben distano dai bisogni reali degli italiani in difficoltà. Questa crisi di governo è frutto dell’irresponsabilità di Conte e del M5s che hanno scelto di non votare la fiducia al Decreto Aiuti, con il quale si prevedeva di stanziare 20 miliardi a sostegno di imprese e famiglie. In questa situazione abbiamo chiesto un cambio radicale e di dare al Paese un nuovo esecutivo, più forte e compatto, per condurre l’Italia verso una vera ripresa. Richiesta che, con nostro grande stupore, è stata ignorata. Quindi il presidente Draghi è salito al Colle per rassegnare le sue dimissioni. Ci auguriamo che possa essere il momento per restituire davvero la parola agli italiani».

Tra gli eletti reggiani del M5s Davide Zanichelli è intervenuto per sostenere Conte. «Noi – scrive – abbiamo posto dei temi. L’abbiamo fatto anche in modo deciso e determinato. Ma sempre leale e a viso aperto. Abbiamo sostanzialmente ricevuto chiusure e insulti. E quel che è peggio è che sono mancate le risposte concrete ai temi che abbiamo posto. Qualcuno invece stava giocando la partita per sfilarsi (dato che a gennaio non ha avuto ciò che voleva), e qualcun altro invece stava giocando la partita per andare alle urne. Oggi ci aspettavamo di sentire parlare di impegni precisi su salario minimo, stipendi dei lavoratori, misure per salvare 50mila piccole imprese nel settore dell’edilizia. Invece siamo stati oggetto solo di attacchi politici per metterci alla porta. Continueremo le nostre battaglie per il Paese e per chi non conta, per chi non ha voce».
 
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