Gazza e le alleanze: «Sarà importante dialogare con chi condivide i nostri stessi obiettivi»
Gli effetti sulle elezioni: «Chi ha negato la fiducia a Draghi pagherà questa scelta»
Reggio Emilia Il Pd reggiano ha già cominciando a fare i conti con il dopo Draghi e con la necessità di ridefinire il perimetro delle alleanze. Senza dimenticare che il “Rosatellum”, la legge elettorale con cui si andrà a votare, ha ridotto di circa un terzo i seggi nel prossimo Parlamento e favorisce le coalizioni. Un doppio problema per il Pd reggiano dove l’alleanza con il Ms5 non ha mai preso piede.
Dopo che l’ipotesi del “campo largo” è naufragata a livello nazionale proprio sulla fiducia al Governo Draghi con il M5s, il principale alleato a cui guardava Letta, che si è sfaldato e ha dato il via alla crisi dando così il destro a Lega e Forza Italia di sfilarsi, il quadro è cambiato. Ma questa è già storia di ieri. Il domani è alquanto incerto per molte forze politiche alcune delle quali sono alle prese con frizioni, spaccature e abbandoni eccellenti. Basta pensare alla scissione del M5s o alle difficoltà in Forza Italia. Il tema su cui i partiti stanno già ragionando è quelle delle alleanze e nel caso del Pd su quale sarà il perimetro del cosiddetto campo progressista.
Il segretario del Pd reggiano Massimo Gazza che si trova di fronte a uno scenario politico profondamente mutato sostiene che «il Pd non deve e non vuole rinunciare all’idea di essere il perno di un’alleanza larga che a me piace pensare come a un fronte repubblicano ed europeista che sia in contrapposizione alle forze sovraniste e populiste».
Segretario partiamo dalla crisi di governo e da come è maturata.
«Le forze politiche che si sono assunte la responsabilità di non sostenere un governo autorevole come quello di Draghi, hanno fatto una scelta gravida di conseguenze. Una decisione che si rivelerà negativa per tutti gli italiani sia nel breve, sia nel medio termine. Le forze politiche che hanno cadere Draghi hanno preferito guardare ad un interesse di partito rispetto all’interesse nazionale e delle persone. Ma è credibile un Parlamento in cui Mario Draghi è stato messo alla porta dagli interventi di Bernini, Candiani e Castellone? Ridare credibilità alla politica e ancora di più alle Istituzioni è la priorità più urgente in questo Paese».
Adesso come vi muoverete?
«Ci prepariamo alla campagna elettorale in uno scenario politico, dopo ciò che è accaduto nei giorni scorsi, che è profondamente cambiato. Credo che il nostro partito dovrà concentrarsi sui propri valori e sulle proprie parole chiave che sono: Lavoro, Europa, Transizione ecologica, Innovazione, Informazione. E farlo con una visione di prossimità sincera ai problemi delle persone e rilanciando una grande proposta politica sui binari della responsabilità e della serietà che come Pd abbiamo mostrato di fare anche in questo passaggio».
Nel frattempo è cambiato lo scenario politico e il perimetro del campo progressista?
«Ciò che è accaduto avrà effetti deflagranti su tutto il sistema politico e sui partiti. Si deve partire da un progetto politico che veda il Pd come perno di un sistema in grado di affermare l’idea politica salda di un campo europeista e in difesa dei valori repubblicani. Sono altresì convinto che le forze politiche che hanno negato la fiducia a Mario Draghi pagheranno sul piano elettorale questa scelta che è stata di natura esclusivamente speculativa e fatta per interesse di partito. Un calcolo miope e sono profondamente convinto che gli si ritorcerà contro. Anche per questo noi affrontiamo la prossima campagna elettorale con fiducia e passione».
Dovrete però fare i conti anche con le modifiche alla legge elettorale che spingono verso le coalizioni.
«Bisognerà essere capaci di intavolare un dialogo con tutte le forze politiche che condividono i nostri obiettivi».
Sarà anche più complicata la scelta dei candidati a Reggio e in regione con la legge elettorale che riduce il numero dei parlamentari.
«Nella scelta dei futuri candidati, un tema che non abbiamo ancora affrontato, si dovrà tenere in debito conto delle vocazioni storiche e culturali dei singoli territori. Occorrerà avere chiara la prospettiva di costruire una coalizione che sappia essere concorrenziale alla destra. Il primo passo a Reggio sarà quello di individuare in maniera corale i temi da mettere al centro nella campagna elettorale e indicare i contenuti che la dovranno caratterizzare a livello territoriale».
È probabile però che sarà ancora più del passato una campagna elettorale muro contro muro. Ad esempio sintetizzando tra chi ha sostenuto e condiviso il programma di Draghi e chi l’ha fatto cadere.
«Non sarà completamente coincidente, ma ci saranno alcuni temi come il salario minimo che per noi saranno dirimenti. Di certo dovrà essere molto chiaro chi sta da una parte e chi dall’altra».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
