«Il centrodestra lo vedo in salute Io candidarmi? Per ora dico no»
L’ex consigliere azzurro Pagliani e l’ipotesi candidatura dopo l’assoluzione «Tante persone me lo chiedono, ma non ho ancora fatto una vera riflessione»
Reggio Emilia. «Vedo il centrodestra in ottima salute. Candidarmi? Per ora penso proprio di no. Nonostante il mio percorso politico sia stato interrotto in maniera indebita, è una riflessione che ad oggi non ho fatto. E poi ho tanta di quella roba da fare...».
Era l’astro nascente del centrodestra reggiano. Poi la lunga e tortuosa vicenda giudiziaria legata al processo Aemilia, terminata soltanto poco più di un mese fa, quando la Cassazione ha pronunciato la parola fine a un’odissea iniziata oltre sette anni prima, assolvendolo in maniera definitiva da ogni accusa.
Giuseppe Pagliani, avvocato ed ex consigliere comunale e provinciale di Forza Italia, lo aveva detto sin da subito che avrebbe lasciato la politica attiva. Ma, durante il processo e anche subito dopo la sua assoluzione, non sono mancati attestati di stima da parte dei vertici nazionali del centrodestra. Come ad esempio il senatore Massimo Gasparri. Che sia il momento di un ritorno nell’agone politico?
«Sono fuori da anni – afferma Pagliani – Ad oggi direi di no a una candidatura. Ma devo dire che non ci ho neanche fatto una riflessione profonda. Non scherzavo quando dicevo che ho smesso di fare politica. In questi anni è stata sostituita da tante altre attività, legate alla famiglia e al lavoro, molto impegnative».
I tempi, come per tutti, sono strettissimi. E le segreterie nazionali dei partiti hanno già in mano i pallottolieri per far combaciare collegi e candidature con le istanze territoriali e nazionali, in modo da farsi trovare pronti alla scadenza del 22 agosto, quando dovranno essere consegnate le liste in pieno clima balneare.
«Sarebbe stato più ponderato se avessi avuto qualche mese di tempo – ammette l’ex consigliere forzista – Ma non nascondo che me lo hanno chiesto da tutte le parti e da tempo, anche prima della sentenza di Cassazione. Ho risposto: “Fossi matto...”. Ora me lo stanno chiedendo tante persone che conosco. E questo per me rappresenta una piccola soddisfazione».
Il pallino, però, è in mano alle direzioni nazionali dei partiti, che per stringere i tempi hanno centralizzato ogni decisione. E se per il centrosinistra reggiano il problema potrebbe essere quello di vedersi catapultato un big in uno dei collegi considerati sicuri, per il centrodestra in rampa di lancio il problema potrebbe essere inverso, ovvero quello di trovare anche a Reggio candidati forti in grado di rosicchiare voti agli avversari. E cosa direbbe Pagliani a una richiesta che arriverebbe da un Berlusconi o una Meloni? «I voti li avevo – ammette l’ex consigliere – Di certo sarei lusingato e mi farebbe molto piacere. La politica resta la mia passione, ma non so se sia un tipo di vita che in questo momento mi si compiace. È una passione ma non un impegno. Anche se devo dire che un no definitivo non l’ho dato a nessuno. Anche perché amo il territorio, amo Reggio, amo Scandiano e continuo ad esaminare ciò che accade. Vedo che la sinistra ha cambiato posizione su temi che proponevo, come l’invaso in Val d’Enza o le mie battaglie per la sanità reggiana, dove c’erano dei veti solo ideologici. Erano mie battaglie storiche, ora riprese e portate avanti anche da giovani consiglieri del centrodestra, che mi chiedono consiglio. Anche queste sono piccole soddisfazioni». l
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