Il Pd di Reggio schiera 350 volontari per la ritrovata Festa al Campovolo
All’Iren Green Park il via il 24 agosto a un mese dalle elezioni del 25 settembre I dirigenti del Partito democratico: «Diverrà un veicolo in vista delle politiche»
Reggio Emilia Festareggio si trasforma in “La Festa” e dice 350. Se nei prossimi giorni cercherete il numero nel programma non è detto che lo troverete. Se sarete all’Iren Green Park al Campovolo potreste anche non accorgervi della cifra.
Di certo, se l’evento del Partito democratico nella città del Tricolore avrà successo sarà merito dei 350 volontari che si alterneranno ogni giorno in via dell’Aeronautica per garantire la riuscita di un evento più attuale che mai.
Per la prima volta nella storia repubblicana, l’Italia è chiamata alle urne d’estate. È accaduto l’ultima volta nel 1919, in piena monarchia.
I tempi sono ristretti. Martedì 26 luglio si riunisce la direzione Pd. Entro mercoledì 27 luglio il ministero dell’Interno deve inviare al ministero degli Esteri gli elenchi degli elettori all’estero. I simboli elettorali vanno depositati allo stesso ministero dell’Interno (il Viminale) venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 agosto per l’attribuzione dei seggi elettorali.
Le liste elettorali vanno presentate presso le corti d’Appello domenica 21 e lunedì 22 agosto. Venerdì 26 agosto inizia la campagna elettorale. Domenica 25 settembre si andrà al voto. Sabato 15 ottobre è l’ultima data utile per la prima riunione del nuovo Parlamento. Fino a quel momento restano in carica gli eletti della diciottesima legislatura.
Alla tabella appena descritta si interseca La Festa, organizzata da mercoledì 24 agosto a domenica 4 settembre. Le date in calendario erano state scelte prima della caduta del governo Draghi. Di fatto, dal terzo giorno in poi la campagna elettorale del Partito democratico entrerà nel vivo anche al Campovolo.
«In linea con la tabella di marcia condivisa coi Circoli territoriali abbiamo dato il via ai lavori di allestimento delle tende che ospiteranno i dibattiti politici, i punti ristoro, i poli espositivi e commerciali e l'area spettacoli», sottolineano in una nota gli esponenti del gruppo dirigente del Pd reggiano.
In attesa di conoscere i temi degli incontri, lo sguardo è rivolto al motore invisibile dell’evento. Un mosaico umano in cui ogni tassello trova un proprio ruolo nel volantinaggio, nei controlli, nelle cucine, nelle altre mansioni svolte con lo spirito di volontariato e il senso di appartenenza politica.
«Dobbiamo dire grazie anzitutto a questa squadra di donne e uomini che hanno accettato di mettersi a disposizione per il ritorno di un appuntamento che ha connotato le estati reggiane per tanti anni – tributa ancora il gruppo dirigente del Pd reggiano – e che ritroveremo in una veste rinnovata ma certamente attrattiva e di grande richiamo politico, sociale, culturale, aggregativo».
Gli spazi sono stati ridisegnati, il nome è cambiato sia per l’evento sia per la sede. Un primo impatto con l’Iren Green Park lo hanno avuto coloro che hanno partecipato ai concerti di giugno alla Rcf Arena Reggio Emilia.
Il parco targato Iren è lo spazio di fronte all’Arena inaugurata da Luciano Ligabue e dalla quale è stato lanciato un messaggio corale in note con quattordici artiste e artisti italiani contro la violenza sulle donne.
Lo spazio sarà sede dei ristoranti e della libreria, di spazi verdi e di aree dedicate al divertimento, senza dimenticare il fulcro della festa: gli incontri politici.
«Quando abbiamo mosso i primi passi per organizzare La Festa certo non avremmo immaginato di trovarci nel cuore di una campagna elettorale per le elezioni politiche – ribadiscono dal gruppo dirigente Pd –. La nostra intenzione era quella di offrire un luogo di incontro ai tanti nostri iscritti, militanti, elettori, simpatizzanti e alle tante persone che hanno sempre partecipato volentieri alle nostre feste».
I tempi sono cambiati e il Partito democratico a Reggio Emilia non si nasconde certamente dietro un dito.
«Oggi necessariamente diventerà anche un veicolo di campagna elettorale in vista delle politiche», sottolineano ancora gli esponenti di spicco del Pd reggiano. Con un distinguo importante. Nella nota, infatti, le cariche del Partito democratico reggiano intendono mantenere i l legame tradizionale in senso politico più ampio.
«Questo senza però perdere di vista il senso dell'appuntamento – rimarcano con decisione i democratici –, che è quello di stare insieme e di confrontarci, di trovare nella frequentazione reciproca e nella dialettica spunti, idee e proposte per costruire la nuova identità del moderno Partito democratico».
Non è un caso che il tema identitario sia tra i più discussi a livello nazionale dopo l’esperienza del governo di unità nazionale e la crisi di governo con successive dimissioni (presentate e ripresentate) dell’ormai ex presidente del Consiglio Mario Draghi.
Scegliere chi essere è un passaggio che precede anche selezionare con chi allearsi. Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini è stato netto in un’intervista al Corriere della Sera, tagliando i ponti al Movimento 5 Stelle dopo la presa di posizione del leadr Giuseppe Conte nei confronti di Mario Draghi. Meno netti altri esponenti del Pd. Intanto, la vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni critica il Pd: «È rimasto in silenzio quando il centrodestra ci voleva fuori dal governo».
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