La gaffe del Comune. «Confonde Capaci con via D’Amelio»
Pignedoli (M5s): «Grave errore nella newsletter»
Reggio Emilia «Nell’ultima newsletter del Comune si sbandiera la “Commemorazione 30° anniversario della strage di Capaci” indicando nel testo che in quella strage “hanno perso la vita il giudice Borsellino e cinque agenti della sua scorta”. Peccato che a Capaci sia morto Falcone, mentre quella di Borsellino del 19 luglio è la strage di via D’Amelio».
È la gaffe del Comune, segnalata dall’europarlamentare reggiana del M5s, Sabrina Pignedoli, che su Facebook fa notare come la newsletter dell’amministrazione abbia confuso la strage di Capaci con quella di via D’Amelio, così come abbia scambiato Falcone e Borsellino.
Nella strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio 1992, persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Cinquasette giorni dopo, invece, il 19 luglio 1992, nella strage di via D’Amelio, Cosa Nostra uccise Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta, ovvero Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. In occasione del trentennale delle due stragi, l’amministrazione ha ricordato i due magistrati uccisi.
Ma nella newsletter i due attentati sono stati confusi. «Che l’amministrazione comunale da decenni non sapesse, non ricordasse, non avesse realizzato questioni relative alla ‘Ndrangheta emiliana già lo sapevamo – attacca l’europarlamentare M5s – Ma visto l’impegno profuso per contrastare il fenomeno a suon di protocolli e iniziative antimafia, pensavo almeno che evitasse certi errori. Invece un refuso direte… Sì, ma questa è la newsletter del Comune, quella che dovrebbe informare i cittadini. E non si sta parlando della sagra di paese, si sta parlando delle stragi di mafia più emblematiche della storia italiana: è gravissimo il messaggio che passa, di totale ignoranza e trascuratezza verso una delle pagine più dolorose e necessarie da ricordare degli ultimi decenni».
Per l’europarlamentare, «del resto che il Comune di Reggio Emilia abbia qualche carenza sulle vicende storiche lo si era visto già nell’intitolazione delle strade: vi siete accorti che mentre in tutta Italia ci sono vie in ricordo della strage di Portella della Ginestra, a Reggio la strada si chiama via Portella delle Ginestre… Ricordare è un dovere. Ma bisogna farlo bene, non tanto per fare».
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