Risarcimenti per 300mila euro a 25 delle 28 pazienti del dottore
È il totale delle provvisionali riconosciute a 25 delle 28 pazienti del medico condannato Tra i casi prescritti anche una 17enne di Reggio. A bocca asciutta La Caramella Buona
Reggio Emilia Il medico condannato dovrà pagare una provvisionale immediatamente esecutiva di oltre 300mila euro a 25 delle 28 vittime costituitesi parte civile. Per tre ex pazienti i fatti erano troppo risalenti nel tempo ed è subentrata la prescrizione. Tra queste tre la 17enne reggiana che diede un impulso fondamentale all’indagine in quanto unica minorenne. «Oltre al clamore mediatico sollevato da Le Iene, quello della 17enne è stato un caso decisivo: il dottore era stato arrestato a Salsomaggiore subito dopo il deposito, da parte dei nostri avvocati Donatella Ferretti e Simone Servillo, dell’unica vittima che all’epoca era minorenne», sottolinea il presidente della Caramella Roberto Mirabile.
Non si arresta l’eco della clamorosa sentenza, emessa venerdì scorso dal tribunale di Parma, su Gianfranco De Lorenzis, 70enne parmigiano, il medico bariatrico condannato a 14 anni (più dei 12 anni chiesti dall’accusa) per violenza sessuale aggravata e continuata su 28 ex pazienti, di cui quattro reggiane. De Lorenzis – assente per problemi di salute – è stato condannato pure all’interdizione dai pubblici uffici e alla sospensione dall’esercizio della professione sanitaria per la stessa durata della pena.
«Ribadiamo l’innocenza del dottore», hanno dichiarato gli avvocati difensori Gianluca Paglia e Paola Rubini, ricordando che siamo al primo round e riservandosi di leggere le motivazioni che saranno depositate tra 90 giorni. «Riteniamo che l’improcedibilità da noi sollevata sui numerosi reati contestati mantenga la sua importanza ai fini dell’impugnazione».
Le donne con problemi di obesità che si erano rivolte allo studio dello specialista – a pochi metri dalla clinica di Parma dove operava – per risolvere problemi di obesità, si erano ritrovate oggetto di attenzioni morbose, visite di due ore alquanto “intime” e mani allungate dietro al separé. «La prossima volta vieni, facciamo del sesso così ti godi la vita», si era sentita dire la 17enne già fragile (oggi madre di famiglia) che aveva confessato di essere vergine e che, dopo quelle avances, sviluppò una depressione. Purtroppo la giovane è stata esclusa dalla provvisionale, così come la Caramella Buona, unico ente parte civile. «Magari il Comune, la clinica o l’Ordine dei Medici avessero partecipato – commenta Mirabile – La nostra associazione ha fornito assistenza legale e psicologica perché il nostro ruolo è ridare dignità alle vittime. Ci spiace non aver visto riconosciuto quel minimo che ci avrebbe aiutato a coprire le enormi spese di un processo durato 5 anni e 35 udienze, ma l’esito ci conforta».
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