Gazzetta di Reggio

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Il reggiano Borghi in giunta a Parma: «Fermata Av? Si sta ragionando»

Elisa Pederzoli
Il reggiano Borghi in giunta a Parma: «Fermata Av? Si sta ragionando»

Co-fondatore dei Verdi, ritorna alla politica. «La sostenibilità ambientale riguarda tutti»

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Reggio Emilia C’è un reggiano nella nuova giunta del neo eletto sindaco di Parma, sostenuto dal Pd, Michele Guerra. È il correggese Gianluca Borghi, co-fondatore negli anni Ottanta del partito dei Verdi, assessore regionale alle Politiche sociali negli anni Novanta nelle giunte Bersani, che dal 2010 – l’ultimo incarico è quello di consigliere regionale – era fuori dalla politica attiva. Occupandosi, negli ultimi 10 anni, di cooperazione internazionale e rivestendo l’incarico di presidente Asp prima a Bologna, poi a Parma. «Dopo 12 anni dalla mia uscita dalle istituzioni, in cui ho continuato a lavorare ma con incarichi in ambito privato o in aziende pubbliche, ritorno alle origini, anche rispetto al fatto che torno a occuparmi di ambiente e che da 27 anni mi occupo di politiche sociali».

Come è nata questa collaborazione con il sindaco Guerra?

«Due anni e mezzo fa, il sindaco Federico Pizzarotti mi ha chiamato per propormi di diventare amministratore dell’Asp di Parma. In questi due anni e mezzo, abbiamo fatto un lavoro importante e ora il sindaco Guerra mi ha chiesto di potergli dare una mano in giunta. Ho valutato che è una sfida interessante, in una città altrettanto stimolante. In questi due anni e mezzo ho trovato in imprese, società civile e istituzioni interlocutori che sono aperti ai cambiamenti, all’innovazione. E le deleghe che mi sono state affidate – dall’ambiente, all’energia, alla mobilità – sono sfidanti, molto attuali in una rete regionale e nazionale di città virtuose, con un occhio all’innovazione, all’Europa».

Che progetti ha per Parma?

«Parma è nella rete Città Carbon Neutral: energie rinnovabili su edifici pubblici e privati, e mobilità sostenibile con introduzione di area verde. Gli obiettivi sono una città sostenibile, ovvero che punta alla rigenerazione urbana, all’introduzione delle Zone 30, all’aumento della ciclabilità, dello sharing, del rilancio spazi e verde pubblici. Ma anche una “Città smart”, con la ricerca di efficienza dei servizi e oltre che della sicurezza. Guardiamo a un’economia circolare, implementando l’attuale sistema di produzione, con il recupero materia, potenziando il sistema impiantistico per reimmettete sul mercato la massima quantità di materia “prima-seconda”. Importante il decoro urbano, sviluppando servizi più efficaci e meccanismi virtuosi per una città che vuole essere un modello di pulizia e attrattività, mantenendo elevati standard di raccolta differenziata. E tanto altro».

Ci aspetta un inverno caldo, per le problematiche che dovrà affrontare. E le sue deleghe diventano cruciali.

«Assolutamente. Dobbiamo essere al servizio dei cittadini con investimenti sulle energia rinnovabili, dobbiamo affrontare la crisi idrica con intese istituzionali – proprio a Parma ha sede il Magistrato del Po – e ovviamente puntare all’efficientamento della rete, al risparmio. Dobbiamo agire sui rifiuti: Parma ha raggiunto risultati importantissimi e serve andare ancora oltre».

Lei ha la delega alla Mobilità. Ed è tema di grande dibattito già da tempo proprio tra Reggio, dove ha sede la stazione Mediopadana, e Parma, che è tornata a chiedere una fermata dell’Alta Velocità.

«È un’opzione che RFI sta studiando; il sindaco Luca Vecchi e il sindaco Michele Guerra ne hanno recentemente parlato assieme. Penso si debba ragionare anche in questo caso in dimensione di area vasta, verificando la sostenibilità assieme alle legittime necessità di Parma».

Lei è stato tra i fondatori dei Verdi. Un partito che negli ultimi anni, in Italia, è rimasto ai margini. Come mai secondo lei?

«Da anni, per scelta, non ho più tessere di partito. Però ho ovviamente grande rispetto per i partiti, che sono strumenti fondamentali per la democrazia. Quando 35 anni fa fondammo i Verdi, molti di temi al centro del nostro impegno erano snobbati dalla politica; oggi da un certo punto di vista fortunatamente e dall’altro purtroppo, anche luce della gravissima emergenza ambientale, tutta la politica deve assumere nell’agenda politica l’ecologia come centrale della propria azione. Sono nella giunta di Michele Guerra perchè questo è uno dei punti centrali del mandato che abbiamo appena inaugurato. Quel patrimonio ecologista che era del movimento verde è diventato, ritengo, patrimonio diffuso del centro-sinistra, del quale ovviamente mi sento di appartenere pur senza tessere. Questa è la scommessa: o i temi della sostenibilità ambientale riguardano tutta la politica o davvero sarà molto difficile portare soluzioni. Guerra si è impegnato su questo e per questo ho accettato l’incarico».

Come giudica la crisi che ha portato alla caduta del governo Draghi?

«Guerra è tra i sindaci che ha aderito all’appello per chiedere a Draghi di rimanere. Sono stato assolutamente d’accordo. Ritengo una sciagura quello accaduto, abbiamo perso spero solo temporaneamente uno dei migliori uomini delle istituzioni forse della storia repubblicana, per dignità, prestigio, coerenza e coraggio. Spero sia una parentesi, spero si possa tornare a un governo che assicuri prestigio, coerenza e presenza al nostro Paese, per risolvere i problemi tremendi che sono di fronte a noi».l


 

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