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Inquinamento acustico. Il Comune perde la causa

Serena Arbizzi

	I rumori arrivano dal cavalcavia della tangenziale



	 
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I rumori arrivano dal cavalcavia della tangenziale  

Via Tassoni, ora dovrà montare un pannello anti-rumore

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Reggio Emilia Il Comune dovrà montare un pannello per contrastare l’inquinamento acustico in via Alessandro Tassoni. È l’esito della sentenza emessa dal tribunale civile di Reggio Emilia dopo che la proprietaria di un’abitazione di via Tassoni ha fatto causa, contestando i danni provocati da traffico e immissioni acustiche provenienti dal vicino cavalcavia della tangenziale sud-est.

La proprietaria, difesa dall’avvocato Giorgio Fregni del Foro di Modena, ha disposto una perizia per capire se ci fosse o meno uno sforamento dei limiti nella zona dove sorge il fabbricato in questione. In seguito, si è passati al procedimento giudiziale con l’accertamento tecnico preventivo nell’ambito del quale il tribunale ha nominato un consulente tecnico. Quest’ultimo ha confermato che i limiti erano sforati.

Arrivati a questo punto, se il Comune avesse realizzato una barriera fonoassorbente – che potesse, quindi, neutralizzare l’impatto dei rumori – si sarebbe conclusa la vicenda. Tuttavia, l’amministrazione non ha acconsentito alla richiesta e, di conseguenza, la causa civile è entrata nel vivo. La sentenza ha stabilito che il Comune dovrà realizzare il pannello per proteggere i proprietari di via Tassoni dal rumore. Inoltre, il Comune dovrà versare oltre 13.300 euro come rimborso spese alla proprietaria che ha fatto causa, compreso il costo della consulenza.

Entrando nel dettaglio della decisione presa dal giudice Stefano Rago, con la sentenza, non sono stati valutati sufficienti i provvedimenti indicati dall’amministrazione per attenuare il livello di rumorosità. Il giudice ha quindi accolto la richiesta di realizzare una barriera contro il rumore con le caratteristiche indicate dal consulente tecnico, vale a dire, della lunghezza non inferiore a 50 metri. Il pannello si dovrà sviluppare, inoltre, fino a 3,5 metri di altezza dal livello stradale.

La questione risale al 2018, quando la proprietaria del fabbricato ha chiesto al tribunale di Reggio Emilia l’accertamento tecnico preventivo per verificare il livello delle immissioni acustiche. L’obiettivo, inoltre, era una quantificazione del deprezzamento dello stesso fabbricato a causa degli interventi per assicurare il rispetto dei limiti.

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