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Protesta dopo la guerriglia: «Mini market chiusi alle 21»

Ambra Prati

	Un'immagine d'archivio di un mini market a Reggio Emilia
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Un'immagine d'archivio di un mini market a Reggio Emilia

Comitati concordi: bisogna fermare l’abuso serale di alcol

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Reggio Emilia «Dopo la rissa di via Roma concordo con la richiesta avanzata dall’omonimo comitato: i minimarket etnici vanno regolamentati, almeno negli orari di chiusura. Abbassare le serrande per tutti alle 21 sarebbe l’ideale». L’assist lanciato da Alessandro Vassallo viene raccolto da Stefano Buffagni, portavoce del comitato Ascoltare Santa Croce.

La questione dei mini market è tornata di attualità dopo la maxi rissa di sabato sera, quando un gruppo di quattro magrebini, arrivato in auto, è entrato al Khan mini market (all’angolo tra via Roma e via Filippo Re) pretendendo di acquistare da bere. Il rifiuto del commesso, a causa dell’ordinanza del sindaco che lo vieta, ha scatenato la furia dei giovanissimi, che prima hanno sottratto confezioni di birra, facendo la spola tra la macchina e il negozio; poi, quando i bengalesi (il titolare, il dipendente e due connazionali seduti fuori) hanno chiamato la polizia cercando di trattenere i malviventi, è scoppiato un lungo corpo a corpo a suon di pugni, spranghe, morsi, testate e cocci di bottiglia.

Venti minuti di guerriglia urbana, terminata con una mobilitazione massiccia delle forze dell’ordine. Grazie a un video delle telecamere del negozio il caso, dopo una nottata di lavoro in questura, è stato risolto: i quattro aggressori magrebini (due minorenni e due maggiorenni con precedenti) sono stati rispettivamente denunciati e arrestati per i reati di rapina, rissa e danneggiamento aggravato (il negozio è stato devastato), mentre i quattro bengalesi (che a loro dire si sono solo difesi) sono stati denunciati per la sola rissa.

Sull’onda dell’episodio di cronaca Alessandro Vassallo, del comitato di via Roma, aveva osservato: «I market dovrebbero chiudere tutti alle 21, perché si assiste ad un turismo urbano alcolico: i malintenzionati migrano da un quartiere all’altro».

Ieri il comitato Ascoltare Santa Croce si è detto d’accordo. «Un plauso al commesso che si è rifiutato di vendere alcolici – è stata la premessa di Buffagni – C’è un proliferare di market etnici: se in via Roma se ne contano otto, da noi nel giro di cento metri ve ne sono ben tre. Senza entrare nel merito di questi esercizi è sicuro che non regolamentare almeno gli orari rende una mission impossible il controllo sulla vendita di alcol».

La proposta è mai stata avanzata ufficialmente? «Non saprei, ma questo è il momento buono per farlo – replica Buffagni – L’ordinanza anti alcol del sindaco può essere migliorata. Il principio è che se queste attività sono chiuse l’alcol circola meno; ed è altrettanto indubbio che la finestra temporale più critica è la sera. Poi nessuno si illude di risolvere il problema, ma se quel gruppo di giovani non avessero trovato un market aperto tutto questo non sarebbe successo». Il fronte del «sì» alla chiusura alle 21 si allarga. «È ancora troppo facile acquistare da bere – conclude Buffagni – Un ulteriore giro di vita sarebbe utile. Meglio ridurre l’orario di apertura, in ogni stagione».

«La chiusura dei market alle 21? Il tema potrà essere oggetto di attente e motivate valutazioni. La legge nazionale, cioè sovraordinata, non lo consente in maniera immediata e generalizzata. E quanto accaduto in via Roma non sembra essere un problema prettamente commerciale», fa sapere il Comune di Reggio Emilia.


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