Cazzotti tra il fidanzato della barista e un cliente
Assolto il 26enne grazie a un teste chiave
Scandiano Una scazzottata per amore – partita da un pesante apprezzamento alla barista da parte di un cliente («sei una bella f...») alla presenza del fidanzato di lei – si è risolta con una assoluzione con formula piena. Aldi Shipijati, albanese di 26 anni, è stato assolto dal reato di lesioni personali perché «il fatto non sussiste» grazie alla deposizione di un testimone chiave. E a una provvidenziale sigaretta.
La sera del 16 dicembre 2018, in un locale di Scandiano, il Crazy Jump, un avventore ha chiesto l’intervento dei carabinieri riferendo di essere stato colpito al volto con un pugno. Il ferito – Orlando Berlingeri, 42 anni, calabrese residente a Reggio – ha poi sporto querela. Il certificato medico ha riscontrato «un trauma all’occhio destro, la rottura di due denti (un incisivo e un canino) e una contusione a un dito della mano sinistra», guaribili in dieci giorni.
L’accaduto è stato ricostruito in aula, dove sono sfilati parecchi testimoni: tutti avventori che quella sera si trovavano nel locale. L’antefatto è stato riferito da un cliente: «Ho visto quell’uomo (Berlingeri) appoggiato al bancone. Faceva apprezzamenti rivolti alla barista. L’altro ragazzo era appoggiato dietro a una stufa. Non ci sono stati scambi fisici, ma la ragazza del bar diceva al signore di non esagerare con le battute. Il ragazzo dopo un po’ gli ha detto: “Lascia stare, quella è la mia fidanzata”».
A scagionare il 26enne, però, rivelandosi un testimone chiave in grado di ricostruire il quadro completo grazie al fatto che uscì dal locale per fumare, è stato un altro cliente, che ha dato conto di un tentativo di chiarimento da parte del 26enne. Dentro «c’è stato uno scambio di battute tra i due uomini: il giovane ha detto all’altro di non esagerare perché la barista era la sua ragazza. A quel punto sono uscito dal locale. Poco dopo li ho visti uscire. Anche fuori il signore ha continuato a dire che lui poteva fare quello che voleva, e che se faceva lavorare la sua ragazza al bar doveva accettare queste cose. Per evitare la discussione, il giovane è rientrato, seguito dall’altro, che ha continuato a importunare la barista». Anzi, il 42enne – secondo il testimone che aveva già visto i contendenti nel locale, ma non li conosce di persona – «ha rincarato la dose con espressioni ancor più colorite e volgari, in tono provocatorio. Anche la ragazza, che lo aveva più volte ripreso, era scocciata. Io ero sempre fuori a fumare. A un certo punto ho visto il signore girarsi di scatto e dirigersi con fare aggressivo verso Aldi. C’è stata una colluttazione: io l’ho aiutato a rialzarsi perché sanguinava e l’ho accompagnato in bagno. Erano presenti anche i suoi figli».
Ha avuto la peggio il 42enne che, tutelato dal legale Enrico Corradini, si è costituito parte civile. Il 26enne (codifeso dagli avvocati Giovanni Tarquini e Giuseppe Pagliani) ha sempre negato di aver provocato lo scontro, affermando piuttosto di averlo subìto. Il processo penale davanti al giudice di pace (competente se le lesioni non superano i venti giorni di prognosi) si è concluso il 20 luglio dando ragione al giovane.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
