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Da Silk Faw altre risposte dopo il rogito

Gabriele Farina

	Una veduta aerea del terreno di Gavassa
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Una veduta aerea del terreno di Gavassa

Personale al lavoro negli uffici che si trovano nelle ex Officine Reggiane

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Reggio Emilia La quiete nonostante la tempesta (di dichiarazioni). Al civico 39/B di viale Ramazzini la mattinata del 26 luglio è affrontata come un normale giorno di lavoro.

L’ufficio di Silk Faw è situato al piano terra delle ex Officine Reggiane. Si accede attraversando la porta recante sulla sinistra il numero 18 e bussando alla prima porta sulla destra. Il carico di domande è ampio: i tempi indicati lunedì per il rogito e il piano industriale saranno rispettati? Come risponde l’azienda alle critiche delle minoranze a livello locale e regionale? Ci saranno gli avvicendamenti temuti da Sinistra Italiana? Quali scenari internazionali si apriranno dopo l’insediamento a Gavassa? Come andrà a finire il progetto?


Verso le 11,40 del 26 luglio si varca la porta dell’azienda. Due lavoratori si confrontano al computer alle spalle di una vetrata, posta subito dietro la reception. A destra, un grande quadro rappresenta un modello di auto di lusso, simile alle vetture la cui produzione è prevista nella città del Tricolore. A sinistra, un cartello su sfondo verde annuncia un impegno a favore dell’ambiente.
L’impiegata alla reception prende nota della richiesta e demanda a una seconda figura, che fornisce un indirizzo mail a cui rivolgere le domande. La richiesta di informazioni presentata per via telematica – alle 18 del 26 luglio – non ottiene risposta.

Verso le 16 del 26 luglio a rispondere al telefono è Katia Bassi, managing director di Silk Faw. Bassi annota delle domande e prende tempo prima di rispondere. La posizione ufficiale dell’azienda sino-americana rimane quella espressa lunedì con la nota congiunta firmata da Bassi, da Jonathan Krane a nome di Silk Ev e da Li Chongtian a nome di Faw.
Ulteriori aggiornamenti saranno comunicati dopo il 5 agosto, la data prevista del rogito per l’acquisizione del terreno a Gavassa.

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