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L’accusa alla finta onlus “Love Generation”: evasione per 750mila euro

Miriam Figliuolo
L’accusa alla finta onlus “Love Generation”: evasione per 750mila euro

Il legale rappresentante denunciato per reati fiscali e falso

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Guastalla Dietro l’associazione no profit Love Generation si celerebbe un evasore totale, per un importo eluso di 750mila euro. Questo secondo la Guardia di Finanza che ieri, dal comando provinciale di Reggio Emilia, ha divulgato i risultati delle indagini condotte dalla tenenza di Guastalla, terminate con la denuncia del rappresentante legale dell’associazione di promozione sociale, finito nei guai per reati fiscali – con l’accusa anche di avere distrutto/occultato fatture e altri documenti –, e penale come il falso e la sostituzione di persona.

Un colpo durissimo per l’associazione attiva dal 2010, e anche per l’intera comunità, i cui enti pubblici, tra i quali pure il Comune di Guastalla, da anni la utilizzano per organizzare di eventi di grande richiamo, come la Notte Rosa del 2 luglio scorso, o la Notte Bianca programmata per il 5 settembre.

Dal presidente dell’associazione, Giulio Teveri, ieri è arrivato un amareggiato “no comment”: «Non so nulla. Se ne sta occupando il nostro avvocato. Ci affideremo a un comunicato che uscirà nei prossimi giorni». L’intento è quello di dimostrare la propria estraneità alle contestazioni.

Sempre secondo le Fiamme Gialle, il legale rappresentante avrebbe utilizzato per fini personali gli introiti degli eventi: spese al ristorante o in discoteca, cosmetici, abbigliamento sportivo, feste con tanto di palloncini e bomboniere.

Dalle indagini è emerso, inoltre, che durante gli eventi promossi dall’organizzazione che da diversi anni firma campagne contro l’abuso di alcol, venissero venduti alcolici e superalcolici in mancanza delle autorizzazioni necessarie, ed evadendo del tutto le imposte.

In questo modo sarebbero stati maturati redditi mai dichiarati, oltre al mancato pagamento dell’Iva, per questo l’associazione è stata classificata come “evasore totale”.

In particolare, i militari della Guardia di finanza di Guastalla hanno scoperto redditi non dichiarati per oltre 638mila euro e un’evasione dell’Iva per circa 110 mila euro.

Durante i controlli è stato anche scoperto un dipendente in nero, il cui compenso veniva pagato in contanti. Questo ha portato a sanzioni amministrative e alla segnalazione all’Inps e all’Inail.

«La verifica condotta dai finanzieri della Tenenza della Bassa – si legge nella nota della Finanza – ha permesso di appurare come l’attività dell’ente avesse esclusivo scopo “commerciale” e non solidaristico, e la veste associativa fosse solo uno schermo per non pagare le imposte».

Il reato di falso e sostituzione di persona è avvenuto, spiegano dal comando provinciale, nel momento in cui il responsabile legale «nel “vano” tentativo di giustificare gli introiti derivanti dall’attività commerciale posta in essere, ha esibito ai militari un documento che attestava falsamente come gli incassi non fossero da imputare alla propria “associazione”, ma ad altro “ignaro” soggetto».

Ieri la programmazione degli eventi futuri non risultava avere subito alcuno stop.

Sulle associazioni no profit i controlli, spiegano dalla Gdf, sono costanti e a livello nazionale proprio perché si tratta di soggetti che usufruiscono di una via preferenziale per l’aggiudicazione di servizi pubblici, con assegnazione diretta e non tramite bando.

Le “anomalie” a Guastalla sono emerse circa un anno fa. Di qui i successivi controlli da parte dei finanzieri locali. 


 

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